Rischi del paracetamolo in gravidanza

27 febbraio 2014 17:380 commentiDi:

aspirina

Il paracetamolo è un principio attivo molto comune che viene utilizzato nella preparazione dei farmaci da banco (il più conosciuto è l’aspirina), ovvero quelli che si possono acquistare ed assumere anche senza ricetta.

La sua funzione principale è analgesica, ossia di riduzione del dolore acuto o cronico, e viene utilizzato per il trattamento di febbre e sintomi influenzali, cefalee, nevralgie e dolori post operatori. Per queste sue caratteristiche, e anche per il fatto di essere un principio blando, viene utilizzato anche dalle donne in gravidanza, ma questo non vuol dire che sia completamente senza rischi.

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Molti studi medici, infatti, hanno indicato che l’uso frequente di paracetamolo durante la gravidanza, soprattutto durante il primo e il terzo di gestazione, può essere associato ad un piccolo aumento del rischio che i bambini possano sviluppare disturbi quali asma, dispnea, rinocongiuntivite allergica ed eczema atopico.


Si parla comunque di un uso frequente del paracetamolo, ovvero l’assunzione del farmaco per più di venti giorni consecutivi, fatto molto raro in quanto, se la gestante segue i consigli del suo medico, il trattamento con paracetamolo difficilmente supera i 5 giorni.

Una recente ricerca condotta dall’Università di Los Angeles e da quella di Aarhus, in Danimarca, associa l’uso del paracetamolo in gravidanza allo svilupparsi nei bambini di disturbi dell’attenzione e iperattività. Secondo lo studio i bambini nati da mamme che hanno assunto il paracetamolo avrebbero il 37% in più di possibilità di sviluppare la sindrome dell’attenzione con iperattività elevata (ADHD) e il 23% in più di possibilità di essere sotto trattamento farmacologico per questo disturbo.

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Se per il rischio di asma, però, gli studi hanno dimostrato scientificamente la correlazione di causa ed effetto con l’uso del paracetamolo in gravidanza, per l’ADHD non si può dire altrettanto, anche se esistono altri studi a riguardo che associano un’assunzione prolungata di paracetamolo durante la gestazione con problemi nello sviluppo neurocognitivo dei piccoli.

 






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