Sciopero dei medici contro modifiche al “decretone”

4 settembre 2012 09:030 commenti

Le tre maggiori sigle sindacali di medici e pediatri sono pronte a proclamare uno sciopero contro le proposte di modifica del cosiddetto “decretone” da parte delle Regioni. Più nel dettaglio, i medici convenzionati Fimmg (medici famiglia), Sumai (ambulatoriali) e Fimp (pediatri) chiedono al ministro Balduzzi, e più in generale all’intero esecutivo, di non attuare le modifiche richieste nei giorno scorsi dagli assessori alla sanità delle varie Regioni, in considerazione di quelli che sono gli interessi di tutti i cittadini italiani. In tali richieste, hanno spiegato i rappresentanti delle categorie, c’è un evidente prevalenza dei conflitti di potere e di competenza sui contenuti, senza alcuna considerazione degli effetti devastanti che ne potrebbero scaturire. A tal fine, dunque, i sindacati si sono detti uniti e determinati a contrastare lo stravolgimento da parte delle Regioni del Decreto Balduzzi.

La protesta dei sindacati che rappresentano pediatri e medici nasce da una lettera inviata la scorsa settimana dagli assessori alla sanità delle Regioni al governo, attraverso la quale è stato chiesto di rivedere alcuni punti del decreto Balduzzi, tra cui l’articolo sulla non autosufficienza e quello sulla certificazione medico-sportiva. In tale lettera è inoltre stata proposta una correzione della parte sulla dirigenza medica, di quella sulla medicina generale e di quella avente ad oggetto cure primarie.

I medici, in particolare, puntano il dito contro due punti previsti dalle richieste delle Regioni, ovvero l’introduzione di personale dipendente e la possibilità di spostare personale delle Asl o degli ospedali negli studi di medicina generale. Se tali richieste dovessero essere approvate potrebbe accadere, ad esempio, che medici che per anni sono stati dei chirurghi si troverebbero ad dover svolgere un’attività completamente nuova. Per quanto riguarda l’introduzione di personale dipendente, invece, questo a loro avviso aumenterà il costo del servizio nazionale, in quanto il costo medio lordo di un medico dipendente è superiore a quello di un medico convenzionato.

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