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Sciopero medici 17 e 18 marzo: braccia conserte dopo il nulla di fatto a dicembre

Braccia conserte il 17 e il 18 marzo dopo che la scorsa mobilitazione del 16 dicembre 2015 non ha sortito alcun effetto positivo: è stato così rinnovato lo sciopero dei medici nel mese di marzo e la mobilitazione durerà per ben 2 giorni. Alla manifestazione di dissenso aderiranno tutte le sigle sindacali e le associazioni di settore, che hanno ritenuto opportuno tornare ad alzare la voce dopo che il loro dissenso esplicitato lo scorso 16 dicembre non ha portato alcun risultato positivo. 

Le ragioni del nuovo sciopero medici del 17 e del 18 marzo sono molteplici e sono le stesse emerse durante lo sciopero di dicembre: contro i tagli alle prestazioni sanitarie che sono stati annunciati dal governo, contro il mancato rinnovo del contratto nazionale, ormai bloccato da ben 7 anni, a favore della salvaguardia del diritto alla salute, il quale non viene garantito a tutti, e a favore di una riqualificazione generale del sistema sanitario pubblico, che tocchi non solo le strutture ospedaliere, ma anche il lavoro dei medici.

Il segretario dell’Associazione medici e dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale, Costantino Troise, ha voluto puntualizzare ulteriormente le ragioni del nuovo sciopero prolungato per due giorni nel mese di marzo: “Le questioni poste da noi al governo nel mese di dicembre, come il nodo della sostenibilità economica della Sanità pubblica, il ruolo professionale dei medici e la garanzia del diritto di cura ai cittadini sono rimaste tutte sul tappeto e non c’è stata alcuna interlocuzione”.

Il rischio di un tracollo della sanità pubblica per Troise è grande ed evidente e con esso il ruolo del lavoro di medico. “Pensiamo siano cose che interessino i cittadini, non solo la nostra categoria”, ha affermato Troise volendo sensibilizzare l’opinione pubblica in merito. “Il diritto alla salute e ad avere servizi omogenei in tutte le regioni sono a rischio con questa visione ragionieristica della sanità pubblica, che avvantaggia quella privata”. Altro nodo è anche quello delle assunzioni annunciate che però non ci sono ancora state, mentre a esserci stati sono “i tagli della Legge di Stabilità e l’assenza di un progetto per la Sanità pubblica”.