Scoperta predisposizione genetica all’effetto placebo

19 dicembre 2012 13:410 commentiDi:

Nei confronti dell’effetto placebo tutti i pazienti non sono uguali: alla base della possibilità che l’organismo reagisca in maniera positiva ai benefici attesi da una cura c’è infatti una predisposizione individuale di tipo genetico. Lo conferma ora anche uno studio condotto da un’equipe della Harvard Medical School di Boston, individuando le cause ultime del perché gli individui che hanno una maggiore concentrazione di dopamina siano quelli che hanno una maggiore probabilità di reagire positivamente alle cure con i placebo.

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Fino a qualche tempo fa si sapeva, infatti, soltanto che la dopamina, l’ormone della felicità, era elemento che contraddistingueva i soggetti più inclini a rispondere a questo tipo di cure ingannevoli. Ora i ricercatori sono andati oltre ed hanno dimostrato che la mutazione di uno specifico enzima che scompone  e inattiva la dopamina, la COMT, è la ragione per cui in alcune persone si riscontra una maggiore concentrazione di questo neurotrasmettitore nella corteccia prefrontale.

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Questa scoperta racchiude in sé numerosi vantaggi. Si potrebbero, infatti, studiare in futuro cure specifiche per i soggetti che si lasciano volentieri “ingannare” dai placebo, o individuare il grado di sensibilità individuale a questo tipo di farmaci, o ancora farne un utilizzo più mirato nella sperimentazione clinica, evitando di esporre alcuni pazienti a ricadute nel caso la terapia con i placebo non funzionasse.






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