Se la mammografia non è efficace, come si può prevenire il tumore al seno?

13 febbraio 2014 16:300 commentiDi:

medici

Fino ad oggi a tutte le donne sopra ai 40 anni è stato vivamente consigliato di eseguire la mammografia almeno una volta all’anno, un esame che da sempre è stato ritenuto particolarmente utile per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore al seno, una delle neoplastie ritenute più mortali.

Ma, almeno stando a quanto scoperto da un gruppo di ricercatori canadesi, questo esame non avrebbe poi tutta l’efficacia attribuitagli. Lo studio, pubblicato oggi sul British Medical Journal, sta scatenando un acceso dibattito nella comunità medica internazionale.

In sostanza, lo studio fatto dai ricercatori dell’Università di Toronto, il più lungo mai eseguito finora, mette in dubbio l’efficacia della mammografia come strumento di prevenzione per il tumore al seno prendendo in considerazione il tasso di mortalità delle donne che vi si sono sottoposte. Il risultato è che la mammografia non dà risultati migliori di altri metodi, quali, ad esempio la palpazione.

► Dubbi sul guanto per l’autodiagnosi del tumore al seno

Secondo gli studiosi, inoltre, questo tipo di esame comporterebbe addirittura dei rischi per le pazienti: quando l’esame dà esito positivo, ovvero viene registrata la presenza di una massa tumorale nella mammella, si procede immediatamente a cure che possono essere anche piuttosto invasive (chirurgia e radioterapia in primis) senza poter sapere se il tumore intercettato può costituire o meno un vero pericolo per la paziente.

► Come fare l’ autoesame del seno

Quindi basta screening? In alcuni paesi si è già proceduto a stoppare i programmi di screening di massa per le donne, ma questa, secondo la maggior parte degli esperti, non è la migliore via da seguire. Sottoporsi ad esami specifici e regolari rimane sempre il modo migliore per la prevenzione di patologie mortali come il tumore, ma è possibile migliorarne l’efficacia provvedendo prima a stilare un profilo dei rischi della paziente – che comprendono le abitudini di vita, la presenza di casi di malattie uguali o simili in famiglia, etc. – e solo successivamente provvedere a test ed esami mirati.

Tags:

Lascia una risposta