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Sesso: anziani e nonni sempre attivi sotto le coperte

Il sesso tra i nonnini, ossia nella fascia di età over 70, non è affatto un miraggio o peggio ancora solo un sogno dei tempi che furono. Anche gli anziani ci danno dentro con i rapporti sessuali stando a una ricerca realizzata University of Manchester. Le cifre dello studio britannico parlano chiaramente: più di un uomo su 2 con età superiore ai 70 anni si definisce sessualmente attivo, mentre la percentuale scende tra le rappresentanti del gentile sesso con una una donna su 3 (per la precisione il 31% delle intervistate) che si professa attiva. Ma tra il dire e il fare ci direbbe che ci sia il mare e allora ecco le percentuali reali tra i nonnini che fanno sesso: ben un terzo degli intervistati si intrufola sotto le coperte almeno 2 volte al mese.

Dai numeri che la ricerca ha messo in evidenza, si direbbe che i maschietti siano molto più attivi sessualmente parlando rispetto alle donne. La realtà, come hanno spiegato i ricercatori inglesi, è invece diversa perchè la maggiore attività dei nonnini si spiega in realtà con altri fattori a partire dalla netta preferenza dei nonnini per le ragazze più giovani che chiaramente in qualche modo vanno soddisfatte. La nonne, dal canto loro, vivendo di più hanno una maggiore possibilità di restare vedove e con il letto vuoto. Tutto qui.

Dalla ricerca inglese emerge, secondo gli stessi esperti, un dato importante: non è l’età a far venire meno la voglia di coccole, a solo ed esclusivamente problemi nella coppia e malattie da parte di uno dei partner.

Nel sesso degli anziani c’è chiaramente anche tanto amore: il 31% del maschi pretende carezze e baci spessissimo, percentuale che scende al 20% tra le donne. Non tutto però va bene per gli over 70 sotto alle coperte: le nonne, infatti, hanno paura di non eccitarsi mentre per i maschietti il terrore è chiaramente quello della disfunzione erettile.

La riscoperta del sesso tra gli anziani, stando ai dati della ricerca, ha portato con sè il ritorno di tante malattie a partire da quella sifilide che ha fatto registrare un incremento del 50% negli ultimi tempi