Sesso: sforzo per durare oltre la media può dare problemi alla prostata

L’esito delle ricerca condotta da un team di studiosi italiani guidati dal professor Vincenzo Mirone e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica European Urology ha dimostrato l’esistenza di un rapporto di causa effetto tra il tentativo forzato di riuscire a far durare più a lungo un rapporto sessuale e l’insorgere, più in la con l’età, di tutta una serie di problemi alla prostata.

A questa importante scoperta sul sesso si è arrivati incrociando i dati relativi all’attività sessuale di ben 10mila persone. Il team di ricercatori, in particolare, è andato a calcolare quella che è la durata media di un rapporto raccogliendo anche dati sulla presenza o meno di problemi alla prostata. Il risultato è stato doppiamente importante perchè, per quanto riguarda la durata media, il gruppo di lavoro del professor Mirone è riuscito ad individuare un numero ben preciso, 6,7 minuti, mentre in relazione a problemi fisici dovuti al tentativo di far durare più a lungo il rapporto sessuale, i ricercatori sono riusciti a scoprire che la prima vittima di questa durata artificiosa è la prostata. Sforzarsi di andare quella che è la propria media sotto le coperte, quindi, può avere dei gravi problemi di salute. Lo sforzo può avvenire sotto varie forme che ruotano tutte attorno ai coito interrotto e a una ripresa successiva dell’attività sessuale. E’ proprio questo comportamento a poter provocare un’iper distensione della prostata e scatenare quindi infiammazioni. Il tutto viene amplificato dalla ripetizione del comportamento.

A dispetto di quello che si potrebbe pensare, i 6,7 minuti non sono affatto pochi anche perchè questa è una cifra pura da cui è detratto tutto il tempo dei preliminari.

L’importante scoperta tutta made in Italy, e denominata Pause, è stata presentata durante un convegno dedicato ai problemi della prostata che si è tenuto a Riccione e che ha visto il team di lavoro del professor Mirone tra i protagonisti.

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