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Sesso, tre atteggiamenti rischiosi per la salute

È vero che il sesso fa bene, ma a volte sotto le lenzuola abbiamo dei comportamenti possono mettere a rischio la nostra salute. A differenza di quanto si possa pensare, il metodo di estremo dell’atto sessuale non piace solo agli uomini, ma anche le donne. Molto volentieri sono loro quelle più impegnate nelle storie più o meno serie, a sognare nell’atto sessuale un’altra figura, che sia uomo o donna.

I motivi possono essere molto differenti da quelli degli uomini. Uno su tutti potrebbe essere quello di una grande intesa sessuale fra la coppia. Infatti, essere tanto sicuri dei propri sentimenti e di quelli del partner può portare facilmente ad una nuova esperienza anche un po’ più estrema.

Anzi, spesso si vede il menage a trois come un modo per rinforzare quello che già esiste.

Un altro motivo potrebbe essere semplicemente nel desiderio sessuale, nella voglia di scoprire qualcosa di nuovo. Sapere inconsciamente, dentro di noi, che il nostro partner prova anche solo un pizzico di gelosia o di senso del possesso violato nei nostri confronti, è una fonte potente di eccitazione sessuale non indifferente.

Inoltre, le donne che si sentono incuriosite da questo tipo di rapporto, concepiscono il menage a trois come un gioco, allo stesso livello dell’utilizzo di un sex toy. Mettendo da parte pudori e moralismi, infatti, la terza persona diventa un motivo di divertimento e per la gelosia non c’è più spazio.

Malattie sessualmente trasmissibili

È una delle più frequenti MST, soprattutto tra i giovani, causata da funghi (meglio definiti lieviti) del genere Candida che sono anche normalmente presenti in varie mucose dell’organismo (vagina, bocca, apparato digerente). In condizioni particolari (uso prolungato di antibiotici e cortisone, malattie debilitanti, altre malattie sessualmente trasmissibili, gravidanza, non corretta igiene intima) la Candida si può sviluppare in modo anomalo e provocare infezioni.

contagio Nelle donne avviene per via sessuale oppure attraverso biancheria intima infetta, water non puliti, sabbia della spiaggia, o per “autoinfezione” (le feci contengono spesso la Candida); nell’uomo avviene esclusivamente per via sessuale. sintomi Nelle donne consistono in perdite biancastre dense, simili al latte cagliato (leucorrea), prurito e bruciore vulvo-vaginale, dolore durante i rapporti e alla minzione. L’infezione maschile spesso non dà disturbi oppure si manifesta con irritazione e prurito a livello del glande.

diagnosi Può essere fatta già con la visita ginecologica o andrologica; meglio comunque effettuare un esame microbiologico, soprattutto in caso di infezioni ricorrenti, attraverso un tampone vaginale e un prelievo uretrale nell’uomo.

terapia Per le donne consiste nel trattamento locale con sostanze specifiche (antimicotici) disponibili sotto forma di ovuli vaginali e creme. Spesso è necessario associare farmaci analoghi per via orale, specie se i disturbi locali sono intensi e ricorrenti. Il trattamento deve essere esteso al partner maschile anche se non ha alcun segno o sintomo, per evitare le infezioni “a ping pong”: uno dei due guarisce ma viene reinfettato dall’altro. La guarigione completa è possibile purché la terapia sia appropriata e fatta correttamente.

vaginosi batterica

Sta diventando la più comune causa di vaginite nelle donne. Si manifesta quando batteri che normalmente risiedono in vagina (Gardnerella o Hemophilus vaginalis, Mycoplasma e altri) trovano condizioni favorevoli per un eccessivo sviluppo e diventano fonte di infezione. La causa principale è l’alterazione dell’ambiente vaginale, con un pH meno acido del normale, legata spesso a una non corretta igiene intima; le donne portatrici di spirale sono più a rischio di infezione.

contagio Avviene attraverso rapporti sessuali con persone infette, sebbene a tutt’oggi non si conosca il ruolo esatto dell’attività sessuale sulla diffusione della malattia; non può avvenire per contatto con biancheria infetta, in piscina, o toccando oggetti infettati. sintomi Circa la metà delle donne con vaginosi batterica non ha sintomi; l’altra metà manifesta generalmente perdite vaginali di colore grigiastro con sgradevole “odore di pesce”, associate a irritazione e infiammazione della vagina e della vulva, dolori durante i rapporti o nel- l’urinare. Nell’uomo l’infezione si diffonde con più difficoltà; in alcuni casi si manifesta infiammazione del prepuzio e del glande. diagnosi Può essere effettuata durante la visita ginecologica associata al cosiddetto “test delle ammine” e alla determinazione del pH vaginale. L’esame al microscopio di un tampone vaginale dà la certezza diagnostica. terapia È a base di antibiotici specifici, in crema o gel da spalmare localmente, e in compresse orali. I partner maschili non hanno in genere disturbi quindi non necessitano di trattamento, a meno che la donna non abbia frequenti recidive.

complicazioni Sono rare ma negli ultimi anni sono stati documentati alcuni rischi, in particolare la malattia infiammatoria pelvica (PID), una patologia grave che può causare danni permanenti ai genitali interni e che è una delle possibili cause di sterilità femminile e di varie complicazioni ostetriche. Sembra che la vaginosi aumenti la sensibilità verso altre malattie sessualmente trasmissibili come la Chlamydia, la gonorrea o l’infezione da HIV, il virus dell’Aids.

Chlamydia

L’infezione è causata da batteri del genere Chlamydia trachomatis. I portatori sani, senza segni e sintomi, sono molto numerosi sia tra le femmine che tra i maschi.

contagio Avviene attraverso rapporti sessuali per via vaginale, orale o anale.

Nella donna, il batterio si sviluppa più comunemente nella cervice (il collo dell’utero) e successivamente può diffondersi alle tube di Falloppio e alle ovaie; può infettare anche l’uretra e le ghiandole del Bartolini. Nell’uomo può infiammare l’uretra e l’epididimo, il “magazzino” degli spermatozoi. sintomi Si manifestano entro 1-3 settimane dal contagio. Nella donna rapporti infetti per via vaginale possono provocare perdite biancastre o giallastre piuttosto abbondanti, sensazione di bruciore nell’urinare, dolore durante i rapporti sessuali; rapporti per via anale possono dar luogo a perdite o sanguinameli dal retto. Nell’uomo frequentemente non dà sintomi e per questo è anche più pericolosa; i disturbi più frequenti sono prurito a livello dell’uretra, leggero bruciore nell’urinare, perdite chiare sulla punta del glande.

diagnosi Viene fatta attraverso test di laboratorio su campioni raccolti nel collo dell’utero o sul pene.

terapia Consiste nell’uso di antibiotici; la guarigione è completa purché il trattamento sia attuato correttamente e da entrambi i partner.

complicazioni Se la malattia non viene adeguatamente curata, possono insorgere complicazioni anche gravi. Nella donna si può arrivare alla chiusura delle tube di Falloppio e quindi a sterilità; inoltre può svilupparsi la malattia infiammatoria pelvica (PID) e le donne con infezione da Chlamydia sono cinque volte più a rischio di contagio dal virus dell’Aids. Nell’uomo le complicazioni sono meno frequenti e pericolose; l’infezione dell’uretra spesso si diffonde all’epididimo causando dolore, febbre e, raramente, sterilità; ancora in rari casi si può manifestare un’artrite che può essere accompagnata da lesioni della pelle e infiammazione dell’occhio e della congiuntiva (Sindrome di Reiter).

trichomoniasi

Infezione causata da un protozoo, il Trichomonas vaginalis, che interessa più frequentemente la vagina e, nell’uomo, l’uretra, con possibilità di risalita verso le vie urinarie e conseguenti cistiti.

contagio Avviene con i rapporti sessuali; raramente l’infezione si trasmette con contatti indiretti in quanto il Trichomonas può vivere fuori dal corpo umano non più di 40-50 minuti. Pare che l’uomo sia il “vettore” del parassita e che la persistenza del protozoo nei genitali maschili sia la causa principale di reinfezioni.

sintomi Possono anche essere assenti. La donna può avere perdite di colore giallo-verdastro, schiumose, in genere maleodoranti, talvolta con piccole macchie di sangue; a questo si associa prurito, infiammazione della vulva e della vagina, dolore durante i rapporti sessuali e l’emissione di urina. Nell’uomo, la malattia raramente dà disturbi; possono comunque manifestarsi piccole perdite biancastre dal pene, bruciore durante la minzione o l’eiaculazione. In alcuni casi può infiammarsi la prostata, le vescichette seminali e l’uretra. diagnosi Può essere fatta con una visita ginecologica o con la ricerca al microscopio del Trichomonas nel tampone vaginale o nell’uretra maschile.

terapia Consiste nell’uso di farmaci specifici, che devono essere assunti da entrambi i partner, indipendentemente dalla presenza di sintomi. Se il trattamento è tempestivo la guarigione è rapida; l’infezione però può anche ripresentarsi a distanza di tempo.

Papilloma virus (HPV, condilomi)

Sono circa cento i tipi di Papilloma virus umani (HPV) e più di trenta possono causare lesioni alle mucose, condilomi (acuminati o piani), piccole escrescenze tipicamente dentellate (da cui il nome popolare di “creste di gallo”) a livello dei genitali femminili, del pene, dell’uretra e dell’area vicino all’ano.

contagio I condilomi vengono trasmessi per contatto diretto durante i rapporti sessuali o indiretto con superfici, indumenti e biancheria contaminata. Il periodo di incubazione varia da 1 a 6 mesi, ma anche di più.

sintomi Nella donna le lesioni possono essere così piccole da passare anche inosservate; nella metà dei casi l’infezione può essere trasmessa in modo inconsapevole. Il segno più frequente dell’infezione è la presenza delle escrescenze localizzate sulla vulva, all’ingresso della vagina, sul collo dell’utero (cervice), nella zona intorno all’ano. Le lesioni iniziano come piccole papille, di colore rosato o rosso, singole o multiple, spesso con la superficie increspata che tendono a crescere di volume e di numero e a diventare croniche. Anche nell’uomo l’infezione può decorrere in modo asintomatico oppure presentarsi, con le stesse escrescenze sul glande, sulle pieghe del prepuzio, nell’uretra, o intorno all’ano.

diagnosi Si basa principalmente su un’accurata visita medica e test specifici di laboratorio; è importante far controllare da uno specialista (ginecologo, andrologo, dermatologo, infettivologo) ogni neoformazione a livello genitale o perianale. terapia Sono disponibili farmaci da applicare localmente. In caso di condilomi diffusi è indicato il trattamento chirurgico: elettrocoagulazione, laserterapia, crioterapia. I partner devono essere controllati e curati contemporaneamente. La guarigione può non essere definitiva e le recidive sono abbastanza frequenti.

complicazioni Possono decorrere in modo subdolo e silente, in particolare nella donna. È ben documentata una correlazione tra l’infezione da HPV e il rischio, elevato, di tumore al collo dell’utero; per questo è importante che venga eseguito periodicamente il pap-test.

Herpes genitale (HSV-2)

È una malattia in crescente aumento, causata dal virus Herpes simplex di tipo 2 (HSV-2); persone che soffrono della forma labiale (causata dall’Herpes simplex di tipo 1, HSV-1) possono trasmettere l’infezione all’area genitale durante rapporti oro-genitali. contagio Avviene prevalentemente attraverso rapporti sessuali con persone infette; le recidive invece non sono necessariamente correlate all’attività sessuale. Il contagio attraverso biancheria, sanitari od oggetti infetti è molto raro. In caso di gravidanza, i rischi di trasmissione al neonato sono molto alti.

sintomi L’esposizione iniziale al virus (infezione primaria), dopo un periodo di incubazione di 3-6 giorni, provoca la formazione di vescicole ripiene di liquido, localizzate nell’area vulvo-vaginale, sul pene, intorno all’ano, sulle natiche e le cosce; la rottura di queste vescicole lascia piccole ulcere, molto dolorose, e successivamente delle croste che guariscono spontaneamente in 2-4 settimane. Dopo l’infezione primaria, il virus si annida localmente in alcune cellule nervose dove può vivere per settimane, mesi e anche anni,

provocando recidive (infezioni ricorrenti), in genere più brevi e meno gravi della prima infezione, favorite da stress psico-fisici, traumi, febbre, esposizione solare, immunodepressione.

diagnosi Si basa principalmente su un’accurata visita medica e test di laboratorio specifici su materiale prelevato da una vescicola; meglio fare anche un esame del sangue per escludere una sifilide, che può avere manifestazioni simili.

terapia Non esiste una terapia risolutiva; la maggioranza delle persone guarisce spontaneamente. I farmaci antivirali riducono la durata delle manifestazioni cliniche e allungano i tempi di intervallo tra le recidive che tenderanno comunque a ridursi nel tempo. complicazioni Riguardano soprattutto la donna, per la quale l’Herpes è un fattore predisponente il tumore al collo dell’utero.

Ecco le regole da seguire per rendere il sesso a tre davvero indimenticabile:

1) Essere sicuri: prima di iniziare, tutti i partecipanti devono essere certi al 100% di voler provare questo tipo di esperienza.
2) Evitare l’egoismo: non si è più in due, le attenzioni vengono condivise e non si può esserne ‘gelosi’. Occorre accettare di essere una parte in gioco, ma non l’unica.
3) Moderare l’uso di alcol: bere alcolici può aiutare a superare le inibizioni, ma quantità esagerate possono influire negativamente sulla vostra prestazione sessuale.
4) Concordare le precauzioni: prima di iniziare, i tre partecipanti devono trovare un accordo preciso sulle precauzioni da prendere durante il rapporto.
5) Prestare attenzione ai sentimenti: dal sesso selvaggio, duro e puro, possono nascere anche sentimenti. Può capitare e va accettato, senza particolari gelosie.
6) Rilassarsi e divertirsi: una pratica così particolare può causare anche profondi imbarazzi, per evitarli è bene scherzarci su ed essere ironici.
7) Verificare la compatibilità: prima di iniziare, è bene cercare di capire se i gusti sessuali di tutti i partecipanti sono compatibili. Ciò che piace ad una persona può creare estremo disagio negli altri.
8) Utilizzare sex toys: per rendere il sesso a tre più piacevole, dinamico e inclusivo non esitate a ricorrere a questi ‘strumenti’. Non c’è niente di peggio nel vedere uno dei tre partecipanti con le mani in mano per troppo tempo.
9) Essere rispettosi: ognuno ha i propri gusti e in ogni momento può rifiutarsi di fare qualcosa che non desidera. Fondamentale, in questo caso, rispettare le esigenze di ognuno, senza costrizioni o forzature.

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