Sintomi, diagnosi e terapia dell’ictus ischemico

19 novembre 2012 15:210 commentiDi:

Tra i sintomi più comuni dell’ictus ischemico troviamo deficit focale cerebrale o visivo dovuto ad un insufficiente apporto di sangue, di durata inferiore alle 24 ore nel caso di attacco ischemico, oppure un quadro più complesso di deficit focale cerebrale e/o globale, che può sfociare nel coma ed avere esito infausto, della durata anche superiore alle 24 ore. E’ necessario anche dire però, che la sintomatologia dell’ictus ischemico, in genere è di tipo neurologico, varia molto a secondo del distretto cerebrovascolare coinvolto nell’episodio ischemico. Esistono delle classificazioni scientifiche in merito.


Gli esami fondamentali che permettono di diagnosticare l’ictus ischemico sono la TAC cranioencefalica, che, 12-14 ore dopo l’episodio ischemico è in grado di visualizzare una zona cerebrale ipodensa, e successivamente il cosiddetto rammollimento rosso, e  l’ecocolordoppler dei tronchi sopra-aortici (TSA), che permette di evidenziare la presenza di eventuali placche aterosclerotiche a livello dei vasi sanguigni del collo.

La terapia dell’ictus ischemico acuto mira a mantenere le condizioni generali del paziente. Nelle prime sei ore dall’episodio si può pensare di indurre una trombolisi, attraverso streptochinasi,  urochinasi o rt-PA. In presenza di un edema cerebrale esteso è possibile tentare una terapia a base di diuretici osmotici come il mannitolo, a cui possono essere associati farmaci di protezione cerebrale. I farmaci antiaggreganti sono utilizzati come terapia preventiva secondaria. In caso di compromissione dei centri della motilità e del linguaggio sono consigliati interventi di rieducazione.






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