SLA – Come funziona il metodo di diagnosi precoce scoperto a Torino

27 agosto 2014 15:421 commentoDi:

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La SLA, la Sindrome Laterale Amiotrofica, è diventata uno dei temi più caldi dell’estate 2014 grazie alle innumerevoli secchiate di acqua gelata che vip e politici hanno deciso di farsi  cadere addosso in favore della ricerca. E’ stata infatti proprio la particolare campagna internazionale di fundraising, la virale Ice Buckets Challenge, a rendere piuttosto nota di recente questa la malattia. 

Le cause genetiche della SLA – Sclerosi Laterale Amiotrofica

Nel frattempo, tuttavia, la ricerca sul campo è andata avanti, grazie anche al sostegno delle donazioni, e presso l’ospedale Le Molinette di Torino, in Italia, è stato messo a punto un nuovo metodo di diagnosi precoce.


Alla base di alcuni casi di Sla ci sarebbe la mutuazione genetica

Il metodo di diagnosi precoce messo a punto a Torino si basa sull’utilizzo di un particolare tipo di tomografia PET che permette di avere un quadro dell’evoluzione della malattia in anticipo rispetto ad altri metodi.

Uno studio su questa importante conquista della ricerca scientifica è stato infatti da poco pubblicato anche su Neurology, una delle più importanti riviste scientifiche del settore. La tomografia ad emissione di positroni, infatti, questo il nome della PET, permette di diagnosticare la malattia con alcuni mesi di anticipo, quando si utilizza in combinazione con un tracciante al glucosio. Il nuovo metodo diagnostico ha una accuratezza pari al 95 per cento.

Fino ad oggi la SLA poteva essere individuata solo attraverso un lungo percorso clinico di indagine che poteva arrivare a durare complessivamente anche un intero anno. A guidare il gruppo di ricerca italiano che è stato autore dello studio è stato Armando Chiò, che da anni lavora su questa malattia.

La diagnosi precoce della SLA apri quindi le porte a nuove terapie e cure sperimentali per i pazienti.






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1 commento

  • La ricerca è importantissima, purtroppo in Italia ne facciamo poca, ma qualche volta è di qualità. Onore al merito di questi ricercatori “veri”.

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