Smettere di fumare prima dei 30 anni allunga la vita

29 ottobre 2012 17:280 commenti

Se i danni provocati dal fumo sono ormai ben noti a tutti, lo sono decisamente meno gli effetti positivi per chi smette di fumare. A rivelarli è stato uno studio durato ben dodici anni e che è stato pubblicato sul Lancet per celebrare il centesimo anniversario della nascita di Sir Richard Doll, il primo studioso ad individuare l’esistenza di un nesso tra fumo e cancro ai polmoni.

Lo studio è stato condotta dai ricercatori dell’Università di Oxford, nel Regno Unito, su un campione di 1,3 milioni donne di età compresa tra i 50 e i 65 anni d’età nel periodo compreso tra il 1996 e il 2001. Le partecipanti sono state chiamate a compilare un questionario in cui dovevano riportare alcune informazioni sul loro stile di vita e altre di carattere medico e sociale.  Successivamente sono state nuovamente intervistate dopo tre anni. Nel periodo oggetto dello studio, inoltre, il servizio sanitario nazionale ha notificato ai ricercatori le eventuali morti delle volontarie, in tutto 66.000.

Ebbene, dallo studio è emerso che le donne che erano ancora dipendenti dal fumo di sigaretta dopo tre anni dalla prima intervista erano esposte ad un rischio di morire tre volte maggiore nei successivi nove anni rispetto alle non fumatrici. Inoltre, i rischi di morte tra chi fuma, secondo lo studio, aumentano notevolmente in relazione alla quantità di sigarette giornaliere fumate, anche se per coloro che fumano una sola sigaretta al giorno i tassi di mortalità risultano doppi rispetto a coloro che non fumano.

Il dato più rilevante che emerso da tale studio, tuttavia, come sopra anticipato, riguarda i benefici per chi smette. La ricerca ha infatti dimostrato che chi smette di fumare prima dei 30 anni evita il 97% del rischio di morte prematura. Pertanto, come ha spiegato Sir Richard Peto, coautore dello studio, i fumatori che smettono prima di aver raggiunto la mezza età guadagnano in media circa 10 anni di vita. Sebbene lo studio sia stato condotto su un campione composto esclusivamente da donne, i ricercatori ritengono che i risultati siano validi allo stesso modo anche per gli individui di sesso maschile.

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