Sordità in vecchiaia è genetica

7 gennaio 2012 07:210 commenti

Uno studio nordamericano ha trovato un gene legato alla comparsa della sordità negli anziani. Il gene si chiama FGF20, e la sua rimozione nei topi ha causato la perdita completa dell’udito.

L’indagine, condotta da un gruppo di ricercatori della Washington University School of Medicine e pubblicata recentemente su Plos Biology, attraverso i suoi risultati ha dimostrato una via per sviluppare nuovi trattamenti, capaci di prevenire la sordità in vecchiaia, particolarmente nei pazienti che superano i 60 anni di età.


Durante lo studio, gli scienziati hanno osservato che nei topi senza questo gene, mancava la maggior parte delle cellule ciliate dell’orecchio interno, che sono quelle che svolgono la funzione di amplificare i suoni; di conseguenza, gli animali geneticamente modificati erano completamente sordi. Non si è verificato invece alcun danno nelle cellule ciliate interne, che servono a trasmettere i suoni amplificati al cervello.

I ricercatori credono che il gene FGF20 sia legato alla crescita dei fibroblasti, cellule presenti in ogni tessuto, che sono fondamentali per lo sviluppo tissulare e la cura delle ferite. L’autore della ricerca, Sung-Ho Huh spiega:

“è la prima evidenza che mostra come le cellule ciliate interne ed esterne si sviluppino indipendentemente le une dalle altre. Questo è importante perché la maggior parte dei casi di sordità legati alla vecchiaia è dovuta alla perdita di cellule ciliate esterne. Il passo successivo sarà vedere se la sordità dell’uomo è associata a mutazioni dello stesso gene”.






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