Spray nasale contro la timidezza

2 gennaio 2012 11:570 commenti

Un gruppo di scienziati in Canada hanno creato uno spray nasale che combatte la timidezza. Il prodotto si basa sull’uso dell’ossitocina, un ormone che viene rilasciato sopratutto in momenti d’imbarazzo.

Secondo gli specialisti, questo farmaco esalterebbe la personalità, facilitando la vita sociale e modificando la maniera in cui vengono recepiti molti stimoli esterni che provocano timidezza.

Lo studio clinico

Per lo sviluppo di questo prodotto, è stata valutata l’esposizione allo spray su cento persone, di un’età compresa tra i 18 e 35 anni, uomini e donne.

I volontari che hanno partecipato allo studio hanno registrato, dopo la somministrazione dello spray, “una maggiore estroversione, una diversa cordialità e un atteggiamento più propositivo nei confronti delle nuove esperienze rispetto a coloro che sono stati trattati con la soluzione placebo”, secondo quanto dichiarato alla BBC da Christopher Cardoso, uno degli autori di questa ricerca.


Il direttore dello studio, Mark Ellenbogen, ha spiegato che: “Tutto ciò è dovuto all’azione dell’ossitocina, che agevola l’interazione sociale, cambiando il modo che abbiamo di porci rispetto al mondo che ci circonda”.

Sebbene non siano stati verificati effetti indesiderati, al di là di una minima irritazione nasale riportata da alcuni volontari, Ellenbogen afferma che “non sappiamo ancora se un uso prolungato di questo spray potrà avere in futuro effetti negativi sulle persone”.

Trattamento dell’autismo

Ma questo spray non è stato pensato soltanto per coloro che cercano di essere più spigliati nel confronto di altre persone. Potrebbe collaborare anche nella cura di certe fobie sociali e casi di autismo. Lo psichiatra Eric Hollander, appartenente al Collegio di Medicina di New York, ha dichiarato che quest’ormone, l’ossitocina, è in grado di migliorare la capacità degli autistici nel riconoscere le proprie emozioni.

Difatti, Hollander ha somministrato ossitocina per via endovenosa a 15 persone adulte che soffrono di autismo, i quali subito dopo hanno mostrato riconoscere emozioni come l’allegria, la tristezza o rabbia, durante un periodo di due settimane.






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