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Trapianto di testa su scimmia made in Italy in Cina: nel 2018 sarà il turno dell’uomo?

Ovunque lo avrebbero preso per pazzo, ma non in Cina: è proprio nel lontano Oriente che il dottor Sergio Canavero è andato per poter dare concretezza ai suoi studi ed effettuare così il primo trapianto di testa su una scimmia. L’operazione è riuscita, con lo stupore di tutti, e adesso Canavero tenta di trovare i fondi per effettuare il primo trapianto di testa nell’uomo, visto che un paziente in lista d’attesa c’è già. Ma in Cina non sarà possibile. 

Per ragioni etiche, infatti, il primo trapianto di testa sull’uomo non potrà essere effettuato in Cina, ma in Russia o in altri Paesi europei, dove però, su tale operazione, domina ancora lo scetticismo più completo. Nonostante il grado di autorevolezza assunto su diverse riviste scientifiche, che non hanno criticato l’operato e la metodica del dottore italiano, in Europa e altrove si registrano ancora molte perplessità su tale sperimentazione sull’uomo.

Per effettuare il primo trapianto di testa su una scimmia, il dottor Canavero ha lavorato con una squadra della Harbin Medical University, con la quale hanno collegato i vasi sanguigni della scimmia con successo, senza però intervenire sul midollo spinale. Il risultato definitivo è che la scimmia è riuscita a sopravvivere 20 ore prima di essere soppressa. Canavero adesso si dice molto fiducioso per intervenire sull’uomo.

Per il dottore italiano il primo trapianto di testa sull’uomo potrà essere effettuato nel giro di 2 anni, quindi nel 2017 o al più tardi nel 2018, e un primo paziente volontario candidato c’è già: si tratta del russo Valery Spiridonov, affetto dalla nascita da una rara malattia genetica. Ora bisogna trovare nuovi fondi e un Paese che si occupi di ospitare l’intervento, lasciando lavorare il dottor Canavero. Ma la questione etica è sempre in cima ai dissensi nei confronti di questa pratica, da più parti considerata illegale. Canavero afferma di avere i dati dalla sua parte, ma per ora si gioca ancora una partita a scacchi e si va verso lo stallo.