Troppo sale nella dieta degli italiani

26 dicembre 2011 06:320 commenti

Le persone che seguono la classica dieta mediterranea, anche senza aggiunta di sale, dovrebbe ridurre il consumo di sodio: l’alimentazione normale degli italiani supera di dieci volte le necessità giornaliere di sodio.

Ogni grammo di sale contiene circa 0,4 g di sodio; in condizioni normali il fabbisogno di un adulto è di 100-600 mg di sodio al giorno, pari a circa 0,25-1,5 grammi di sale.

La classica dieta mediterranea che segue la maggior parte degli italiani, pur non essendo sbilanciata, apporta in media circa 12 grammi di sale al giorno, superando notevolmente le necessità quotidiane di sodio.

Le conseguenze dell’eccesso di sale

Se assunto in eccesso, il sodio è un gran nemico della salute, partecipando allo sviluppo di molti disturbi che oggigiorno colpiscono gran parte degli italiani. Nello specifico, il consumo eccessivo di sale può provocare o contribuire alla comparsa di alcune patologie quali:

Osteoporosi: si tratta della perdita di calcio nelle ossa; le donne dopo la menopausa sono particolarmente predisposte perché i cambi ormonali favoriscono la comparsa della patologia.


Inoltre, l’eccesso di sale facilita ancora di più la perdita di calcio nell’urina, sopratutto se la dieta è povera in questo minerale. Il calcio è essenziale nella costituzione delle ossa ma compie anche altre funzioni nella contrazione muscolare e la trasmissione degli impulsi nervosi tra neuroni. Una donna dopo la menopausa che segue un’alimentazione tradizionale (eccessiva in sale, e spesso carente di calcio) è molto predisposta all’osteoporosi.

L’ipertensione arteriosa: il sodio è pericoloso particolarmente per i soggetti che soffrono di pressione alta. Anche se il corpo è in grado di eliminare l’eccesso di sodio, con il tempo, facilita lo sviluppo dell’ipertensione arteriosa e, di conseguenza, la comparsa di malattie cardiocircolatorie.

Obesità: il consumo frequente di alimenti salati incrementa il rischio di obesità o sovrappeso. Sebbene il sale non abbia calorie, stimola la sete la cui spesso viene soddisfatta tramite le bibite zuccherate o alcoliche (è il classico esempio delle patatine salate, di solito accompagnate di bevante tipo cola o birra).

Come ridurre il consumo di sodio

Per diminuire il consumo di sodio, oltre a non aggiungere sale, si devono evitare gli alimenti che possiedono alti livelli di questa sostanza, quali i cibi confezionati, conservati sotto sale o trasformati (insaccati, formaggi, patatine, ecc.). Nel ristorante, è importante ricordare di chiedere ai camerieri che non venga aggiunta sale extra ai pasti.

In più, si deve utilizzare poco sale durante la cottura degli alimenti; ad esempio nell’acqua della pasta è meglio aggiungere il sale a cottura quasi finita e non all’inizio (così si riduce notevolmente la quantità di sale che viene assorbita dalla pasta). Per condire, è meglio abituarsi ad altre spezie, limone o aceto.






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