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Tubercolosi, sintomi e cure

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Nel XIX secolo la tubercolosi, o Tisi o TBC, era una delle malattie più temute e mortali, soprattutto tra i bambini.

La pericolosità di questa malattia è data non solo dalla facilità della sua trasmissione, ma anche dalla difficoltà di riconoscere  i primi sintomi dell’avvenuto contagio e da quelle derivanti dalla resistenza alle cure dai micobatteri che la provocano (Mycobacterium tuberculosis o bacilli di Koch).

Nonostante i casi di tubercolosi si siano gradualmente ridotti, la malattia non è ancora stata completamente debellata e in vari paesi del mondo si sono riscontrati negli ultimi anni dei focolai di infezione, soprattutto laddove le condizioni igenico-sanitarie sono precarie, continuando ad essere una delle principali cause di morte.

► Che cos’è la tubercolosi

I sintomi della tubercolosi

La tubercolosi colpisce prevalentemente i polmoni e i suoi sintomi non sono immediatamente riconoscibili, anzi, negli stadi iniziali la malattia è generalmente asintomatica.

Solo quando l’infezione è in uno stato avanzato si inizia a manifestare la sintomatologia tipica di questa patologia: nel caso l’infezione sia a carico dei polmoni (l’organo che viene colpito più di frequente, ma la tubercolosi può colpire anche il sangue e altri tessuti) si manifesta con febbre accompagnata da sudorazione notturna, brividi, inappetenza, perdita di peso, pallore e espettorazioni con tracce di sangue.

I sintomi della tubercolosi possono variare in base all’organo che viene colpito dall’infezione (può accadere che la malattia si diffonda dai polmoni ad altri organi).

► Le cause e la trasmissione della tubercolosi

Cura della tubercolosi

Essendo asintomatica, è molto difficile riuscire a diagnosticare la tubercolosi e, anche quando i sintomi sono conclamati, è necessario un tempo piuttosto lungo per riuscire ad avere la certezza che la malattia sia realmente presente. Una diagnosi corretta, infatti, prevede che venga accertata la presenza dell’agente patogeno nell’escreato e, per questo, sono necessarie dalle quattro alle otto settimane di coltura batterica.

Una volta che la malattia viene diagnostica con certezza, si procede alla somministrazione di di farmaci antibiotici, solitamente isoniazide e rifampicina, per un periodo di tempo che va dai sei mesi ad un anno.

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