Tumore dell’esofago cause e fattori di rischio

28 dicembre 2011 07:160 commenti

Le cause che possono determinare l’insorgenza di un tumore dell’esofago sono svariate: alcune hanno una base genetica, altre sono legate all’alimentazione, altre riguardano lo stile di vita e infine, alcune cause sono d’origine infiammatoria.

Le malattie congenite

Riguardo i fattori genetici, si sa che una forma particolare di tumore dell’esofago, detta squamocellulare, si sviluppa in quasi tutte le persone affette da tilosi palmare e plantare, una rara patologia ereditaria caratterizzata dall’ingrossamento della pelle delle palme delle mani e delle piante dei piedi (ipercheratosi) e dalla papillomatosi dell’esofago, oppure la formazione di piccole verruche o papillomi sulla superficie dell’organo, che possono ad un certo punto acquisire malignità e diventare tumorali.

Il ruolo del fumo e l’alcol

Tuttavia, i fattori di rischio più rilevanti per il cancro dell’esofago sono il consumo di alcol e tabacco.

In Europa e Stati Uniti, ben l’80-90% dei tumori dell’esofago è causato dal consumo di bevande alcoliche e di tabacco, sia fumato come masticato.

In questo senso, i fumatori hanno probabilità di sviluppare un tumore 5-10 volte in più rispetto ai non fumatori, a seconda della quantità di sigarette fumate e gli anni di abitudine, i cui effetti vengono poi incrementati notevolmente dalle bevande alcoliche. Difatti, l’alcol, al di là di agire come causa tumorale diretta, potenzia l’azione cancerogena del tabacco, e così coloro che consumano sigarette e alcol insieme hanno un rischio di sviluppare cancro esofageo incrementato addirittura 100 volte.


Tumore dell’esofago e alimentazione

Un importante fattore di rischio del cancro dell’esofago è un’alimentazione povera in frutta e verdura, con un basso apporto di vitamina A e di certi metalli quali il zinco e il molibdeno.

Una dieta ricca di grassi, e la conseguente obesità, causa l’incremento diretto di molti ormoni che favoriscono l’insorgenza di molte forme tumorali (carcinogenesi). In particolare, il sovrappeso e l’obesità spesso vengono associati a reflusso gastroesofageo, il quale rappresenta un ulteriore rischio di sviluppare la malattia dell’esofago di Barrett (riscontrata nell’8-20% dei pazienti affetti di tumore dell’esofago).

Per capire meglio quest’ultima, è importante ricordare che  qualsiasi infiammazione cronica della mucosa che riveste l’esofago incrementa il rischio di tumori. La forma più classica è l‘esofagite peptica, cioè l’infiammazione provocata dal reflusso di succhi gastrici acidi causato da alterazioni nel cardias. L’irritazione cronica rimpiazza col tempo l’epitelio dell’esofago da un altro simile allo stomaco, sul quale poi può insorgere il tumore.

Questa patologia si chiama “esofago di Barrett” e rappresenta uno stadio precanceroso, che richiede a volte un intervento chirurgico al fine di evitare la trasformazione maligna del tessuto e sviluppo del cancro.

Infine, altre condizioni predisponenti sono rappresentate dalla presenza di una precedente malattia quale l’acalasia esofagea, che interessa i muscoli dell’esofago e compromette i movimenti di deglutizione, così come alcune cicatrici risultanti dell’ingestione di sostanze caustiche (candeggina, soda caustica, ammoniaca) o l’infezione dal Virus del Papilloma Umano.






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