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Tumore Glioblastoma: scoperte cellule modificate anticancro

Il protagonista della nuova sperimentazione condotta dagli scienziati della Università della Pennsylvania e pubblicata sulla rivista scientifica “Science Translational Medicine” è il Glioblastoma, un tipo di tumore considerato molto aggressivo e comune tra quelli conosciuti che colpiscono il nostro sistema nervoso.

Il tumore “Glioblastoma” potrebbe trovare una nuova via di uscita nelle cellule immunitarie sperimentalmente “modificate” in provetta, le quali vengono, una volta “sistemate” iniettate nel saghe del paziente che soffre di questa malattia.

Queste cellule modificate sarebbero capaci di riconoscere ed anche uccidere solo le cellule di tipo tumorale senza in alcun modo ledere i tessuti e le cellule sane circostanti. Una vera rivoluzione quella che gli studiosi hanno sperimentato prima sugli animali, ma che ora sono pronti a sperimentare su pazienti umani veri e propri. Sarebbero 12 i loro primi pazienti che hanno accettato la nuova sperimentazione e che credono in questo nuovo metodo di cura.

Le terapie tradizionali effettuato fino a questo momento non erano sufficienti a debellare il tumore e spesso chi ne soffriva ricadeva in una recidiva. Gli esperti hanno così cercato una nuova via, quella che si chiama immunoterapia. Questa cura consiste nel prelevare cellule chiamate “di difesa”, in particolare i cosiddetti “linfociti T”, e modificarle affinché diventino capaci di individuare in maniera selettiva e attaccare esclusivamente le cellule considerate “malate” , cioè quelle tumorali.

Le cellule che compongono il tumore hanno come un etichetta, per utilizzare un termine molto in voga nell’ambiente Social, un “tag”, si tratterebbe di molecole denominate scientificamente con la seguente sigla: EGFRvIII. Questa particolare molecola è assente nei tessuti sani. I linfociti T quindi individuano le molecole EGFRvII e le attaccano. Naturalmente questa cura verrà associata alla tradizionale chemioterapia.

Sono davvero tantissimi gli scienziati occupati nella ricerca e nella sperimentazione contro il tumore al cervello, che, dati alla mano, è quello più ostinato e letale per l’uomo. La strada da fare per arrivare a dei risultati concreti su questo fronte, specificano però i ricercatori, è ancora tanmto lunga. Uno degli scienziati che hanno curato la ricerca ha infatti affermato: “Il farmaco utilizzato fa parte di una famiglia di composti nuovi, entrati da 2 anni nei test clinici per altre malattie. Anche i nostri 2 pazienti non facevano parte di una sperimentazione specificamente concepita per il glioblastoma ma siamo riusciti a inserirli in un trial su altri tumori in corso all’Istituto Gustave Roussy di Parigi“.

 

 

 

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