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Tumori: massimo 300 grammi settimanali di carne rossa per non correre rischi

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un allarme sull’abuso di carni rosse mettendo in relazione questo comportamento con l’insorgere di tumori nonchè con l’aumento del colesterolo e il rischio infarto. Sotto questo punto di vista, secondo l’Oms, le carni rosse hanno lo stesso livello di pericolosità dell’abuso di alcol e del fumo di sigaretta. Quello lanciato dall’Oms, comunque, non è un allarme generico ma decisamente circoscritto. Sotto accusa, infatti, non ci sono indistintamente le carni rosso ma solo gli hamburger, il bacon e le salsicce ossia quei prodotti a base di carne non fresca. Nessun allarme, quindi, sulle comuni bistecche rosse che anzi hanno un effetto positivo sulla salute umana.

In base ai dati emersi dalla ricerca, chi abusa del tipo di carne rossa che è finito sotto accusa, ha il 30% di possibilità in più di contrarre un tumore rispetto a chi invece non utilizzata carne nella forma di bacon, salsicce o hamburger o comunque si concede questi sfizi solo in rarissime occasioni. C” anche l’indicazione di quello che è un livello di consumo ottimale della carne rossa che è fissato in non oltre 300 grammi nell’arco di una settimana.

La pericolosità d questi cibi a base di carne rossa deriva da un elemento zuccheroso denominato denominato Neu5Gc. Sarebbe questo zucchero a impedire all’organismo umano di captare il rischio cancerogeno che è connesso con l’utilizzo di bacon, salsicce e hambuger. Lo zucchero Neu5Gc, secondo una scoperta effettuata da un gruppo di ricercatori americani, è presente in tutti i mammiferi ma non nell’uomo che quindi, non avrebbe in questo modo gli strumenti stessi per comprendere la pericolosità dovuta all’utilizzo sostenuto di questi alimenti. Il risultato sarebbe l’assimilazione indisturbata e quindi, alla lunga, l’insorgere di patologie tumorali e l’aumento del rischio infarto. Il corpo umano, quindi, è molto più vulnerabile, sotto certi aspetti, di quello degli altri mammiferi.