Un nuovo approccio per combattere la dipendenza da alcol

26 settembre 2013 15:460 commenti

vino-rosso-cancroGli italiani con problemi di alcoldipendenza sono più di un milione. Un problema, questo, che comporta conseguenze assai gravi per colui che ne soffre così come per chi gli sta vicino quotidianamente. L’alcoldipendenza è infatti una dimensione che interessa il nucleo familiare e l’intiera società. Si riversa nelle case di colui che ne soffre e devasta la famiglia, compromettendo ogni forma di relazione ed emarginando il soggetto dipendente dall’alcol dal contesto. Si vive un dramma, una situazione estrema difficile da gestire.

Per questa ragione la dipendenza è una dimensione che deve ricevere un’adeguata attenzione per evitare forme di violenza intrafamiliare, nonché di violenza o di maltrattamento dei minori o dei conviventi, i comportamenti aggressivi e in alcuni casi di criminalità agita sotto l’influenza dell’alcol.


Qualcosa nel trattamento di questo problema è in via di modifica. Sino a questo momento l’approccio al paziente con problemi di alcoldipendenza era finalizzato esclusivamente all’astinenza completa, all’addio definitivo all’alcol. Anche in virtù della disponibilità di un nuovo strumento terapeutico che consente di indurre l’alcoldipendente a diminuire il consumo di bevande alcoliche, oggi sta facendosi largo una nuova strategia di trattamento, basata appunto sulla riduzione del consumo. Si tratta di un nuovo approccio terapeutico che offre sicuramente diversi vantaggi.

Uno su tutti? Quello di proporre al paziente un obiettivo di trattamento più realistico e quindi più accettato. E un obiettivo accettato e condiviso consente di agganciare meglio il paziente all’interno di un percorso terapeutico più strutturato. È proprio in quest’ottica che la riduzione del consumo diventa uno step intermedio per preparare i pazienti alla totale astensione.






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