Usare il cervello migliora la memoria

29 maggio 2012 10:510 commenti

Dopo i 60 anni compiuti la massa cerebrale si riduce drasticamente, circa del 5% ogni dieci anni e in questo contesto è normale che la memoria possa non essere più quella di una volta. Si riduce infatti la memoria del lavoro, ossia la capacità di tenere ricordare le informazioni necessarie per poter svolgere il compito di cui ci si sta occupando.

Dopo i 60 anni comincia a soffrire però anche la cosiddetta memoria episodica, cioè la memoria a lungo termine legata al ricordo di eventi personali che devono essere collocati in un preciso luogo e in un preciso spazio. È accertato invece che gli episodi anche più lontani legati da un punto di vista temporale, possono essere ricordati più facilmente.


Secondo una recente revisione pubblicata dalla rivista Trends in Cognitive Sciences condotta da un gruppo di ricercatori guidati da Lars Nyberg dell’Università di Umea, in Svezia, sembra invece che non tutti gli ultrasessantenni siano costretti ad assistere a un decadimento della propria memoria. Secondo recenti studi circa il 10% degli ultrasettantenni continua a godere ancora di capacità di memoria praticamente immutate.

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Per quale motivo? Alla base esiste senza dubbio una certa ereditarietà genetica più che favorevole, ma sussiste anche  la “riserva cerebrale” che dipende dal livello che era stato raggiunto già in precedenza. In pratica se il cervello ha lavorato ed è rimasto attivo durante la propria vita sarà minore il rischio di andare incontro a una decadenza della memoria durante la terza età.

Secondo il professor Alberto Oliviero, per poter fortificare e conservare al meglio la nostra memoria è consigliabile mantenere una buona forma generale, non dimenticando l’attività fisica quotidiana: in questo modo il cervello sarà più ossigenato e maggiormente “funzionante”.






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