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Vaccini: gli italiani diventano allergici e l’OMS si arrabbia

Stiamo diventando tutti allergici ai vaccini? Sempre più italiani scelgono di non vaccinarsi e soprattutto i genitori optano per non vaccinare i propri bambini. E’ la tendenza che emerge dai dati resi noti dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) che, indignata, ha chiesto un incontro con carattere di urgenza con il ministro della sanità Salute, Beatrice Lorenzin. Quest’ultima al canto suo aveva già posto del resto l’accento sul problema che andava ritenuto molto serio per la sanità pubblica. Il crollo dell’uso di vaccini da parte degli italiani è una particolarità quasi esclusiva in un contesto che vede il nostro Paese tra i più grandi consumatori di farmaci al mondo.

Numeri, quelli pubblicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss), troppo generalizzati e netti per far pensare ad un semplice caso: per i bambini nel 2013 è stato toccato il record storico in negativo di vaccini obbligatori somministrati e il calo è confermato in tutte le regioni italiane da nord a sud. Tutte le tipologie di vaccinazioni nazionali hanno fatto registrare un calo: dall’antipolio all’antitetanica ma in particolare quella contro il morbillo che invece è ancora molto diffuso.

A cosa si deve questa tendenza? Oms e ministro danno la colpa alla disinformazione dilagante sull’argomento, soprattutto su internet. Intanto dall’Europa arriva la tirata d’orecchie all’Italia: il nostro Paese, è stato detto a Copenhagen in occasione dell’incontro tra Oms e Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici (Waidid), è in forte ritardo nelle misure per contrastare la diffusione di epidemie pandemiche. L’Iss a tal proposito ha ribadito che il “mantenimento di coperture elevate è fondamentale per prevenire epidemie ed evitare che si ripresentino malattie che sono state eliminate in Italia. È con preoccupazione quindi che si nota una flessione delle coperture medie nazionali per quasi tutte le vaccinazioni”. Si richiede quindi un intervento urgente soprattutto per quanto riguarda la
vaccinazione esavalente per i bimbi, che andrebbe effettuata entro un anno di età per garantire la copertura da difterite, tetano, pertosse, epatite B, poliomelite ed emophilus B.

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