La xenofobia è una manifestazione di ansia

27 novembre 2012 19:010 commentiDi:


Mentre le città sono sempre più caratterizzate dal multiculturalismo e il fenomeno economico e sociale della globalizzazione è ormai una realtà, i casi di razzismo e di xenofobia sono in aumento. Che questi siano una reazione a quei processi?
Negli ultimi giorni, i tifosi di Roma e Lazio insieme e i tifosi del West Ham hanno fatto parlare di sé per attacchi neonazisti perpetrati nei confronti dei tifosi del Tottenham. Questi sono stati accusati di essere ebrei e contro di loro è stato richiamato il nome di Hitler.
A parte l’idiozia di certi comportamenti, per capirli meglio bisogna partire dal presupposto che la Xenofobia è una fobia e quindi è collegata alle paure irrazionali. La parola richiama alla sua etimologia di paura dell’estraneo e dell’insolito e quindi di quello che non si conosce. Gli altri sono quindi temuti perché non conosciuti e automaticamente viene voglia di allontanarli. Il sentimento di avversione spiega quindi come la xenofobia origina dall’ansia. La paura del non conosciuto porta al bisogno di sopprimere questo “non conosciuto” in quanto pericoloso. E sopprimere o esorcizzare un rischio non conosciuto significa placare l’ansia.
La persona che subisce la violenza è  quindi un capro espiatorio, cioè un aspetto esteriore di una paura interiore che crea uno stato di tensione non sempre sopportabile. Ed ecco lo sfogo violento che non è altro che una manifestazione di un conflitto e di una vulnerabilità dei quali la persona non è consapevole.






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