La biblioteca racchiusa nel Dna

23 gennaio 2013 20:340 commenti

Ben presto diremo definitivamente addio a digitale e carta.

La biblioteca del futuro può contenere tutta un’opera monografica in una punta di spillo. Una tazza da tè può contemplare 100 miliardi di ore di video ad alta qualità. Di contro la carta resiste poche decine di anni e i supporti digitali non riescono a raggiungere i dieci.

Così, nasce un nuovo metodo di catalogazione, il quale promette di essere ancora vivo fra centomila anni.

La tecnica è “innovativa” poiché gli uomini hanno appena imparato a usarla. La natura in realtà l’ha messa a disposizione circa tre miliardi di anni fa.

Tra due nanometri

Stiamo parlando della doppia elica del Dna, che nello spazio di un paio di nanometri ingloba tutte le istruzioni per far sviluppare un essere vivente, da oggi può diventare anche il magazzino del sapere dell’umanità. Un gruppo di biologi europei è arrivato per il momento a registrarvi i 154 sonetti di Shakespeare, il discorso del 1963 “I have a dream” di Martin Luther King, l’articolo scientifico con cui Watson e Crick nel 1953 descrissero la forma a doppia elica della molecola della vita e un’immagine ad alta risoluzione dell’European Bioinformatics Institute di Hinxton, in Gran Bretagna, dove si è svolta l’impresa.

Il futuro fa passi da gigante, e li racchiude in un puntino piccolissimo. Il bello è che se ne parlerà in spazi ancora più piccoli.

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