‘ndrangheta 110 condanne al maxi processo

20 novembre 2011 09:260 commentiDi:

I giudici titolari di un maxi processo relativo ad un quadro di mafia calabrese, che si è svolto ieri a Milano, hanno condannato 110 persone con pene fino a 16 anni di carcere.

Il processo ha visto 119 indagati, con l’accusa di appartenere al clan criminale della ‘ndrangheta.

Le pene più pesanti sono andate ai due capi delle famiglie mafiose che operavano a Milano e nell’interland, Alessandro Manno, condannato a 16 anni di reclusione e Cosimo Barranca per lui la  pena di 14 anni di carcere.

Per Pasquale Zappia, considerato il capo supremo del ‘ndrangheta calabrese nella provincia di Milano, è arrivata una condanna a 12 anni di carcere, nel momento della sentenza lo Zappia ha avuto un malore, quindi è stato trasportato al vicino ospedale in ambulanza.

Il verdetto è stato accolto dalle rumorose proteste degli imputati che hanno fischiato contro i loro difensori, secondo l’Ansa.

Questo maxi processo segue alla più vasta operazione di polizia mai avvenuta in questi ultimi 15 anni contro la ‘ndrangheta, inchiesta partita nel luglio 2010, durante la quale sono state fermate oltre 250 persone su tutto il territorio nazionale, a capo Domenico Oppedisano, 80 anni, considerato il numero uno della mafia calabrese.

L’inchiesta è riuscita ad individuare l’alto livello di infiltrazione della mafia calabrese nelle regioni del nord del paese, divenute “il polmone economico” della ‘ndrangheta.

Questi arresti determinano quanto il nord Italia sia, ormai, diventato il vero teatro d’affari della ‘ndrangheta, ha dichiarato il procuratore antimafia Alberto Cisterna e come, da decenni, la ‘ndrangheta si sia addirittura trasformata nella più importante e temuta organizzazione mafiosa.

Ultimo aggiornamento 20 novembre 2011, ore 10,26

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