Rapporto Istat Produttività lavoro

23 gennaio 2013 17:410 commenti

L’Italia perde punti in confronto alla media europea per quanto riguarda la produttività del lavoro. Lo ha reso noto l’Istat all’interno del rapporto “Noi Italia”, pubblicato nella giornata di ieri ieri. Nel periodo che va dal 1992 al 2011, l’Istituto nazionale di statistica ha spiegato che produttività del lavoro ha registrato una crescita media annua dello 0,9 per cento.

Negli ultimi anni, di pari passo con l’andamento del ciclo economico, fasi di forte diminuzione (-3,9% nel 2009, anno di recessione) si sono alternate a fasi di recupero (+3,7% nel 2010, grazie alla ripresa) con una sostanziale stabilità nell’anno 2011. La produttività del lavoro italiana appare sostanzialmente allineata con la media Ue, mentre nel 2002 era più elevata del 9,5 per cento.

Il panorama italiano che appare nella fotografia dell’Istat, all’interno di questo ultimo rapporto, è ancora quello di un Stato in piena crisi.

Il mercato del lavoro continua ad essere un problema, visti i dati sull’inattività e sull’occupazione che ci vedono tra i peggiori in Europa. Nel 2011 è attivo dal punto di vista del lavoro solo il 61,2% delle popolazione nella fascia d’età compresa tra i 20 e i 64 anni. Peggio di noi soltanto Ungheria e Grecia.

Per quanto riguarda il tasso d’inattività (che è atto a misurare chi non ha un posto né lo cerca) esso tocca il 37,8%, ed è il più elevato dopo quello di Malta.

I poveri superano gli 8 milioni (l’11% delle famiglie), tra loro ben 3,4 sono le persone che vivono in condizioni di povertà assoluta. A livello territoriale ad andare peggio è sempre il Meridione, zona in cui le famiglie in povertà relativa sono il 23,3% di quelle residenti (contro il 4,9 del Nord e il 6,4 del Centro).

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