Antonio Conte si infuria contro gli arbitri

16 febbraio 2012 15:540 commenti

sfogo contro gli arbitriCon lo 0-0 di ieri al Tardini di Parma sfuma per la Juventus la possibilità del controsorpasso al Milan,  che conclude con una prestazione perfetta contro l’Arsenal una giornata che lo conferma in testa al campionato di serie A con un punto di vantaggio sui bianconeri, saliti a quota 46 ma con un bonus ancora a disposizione, il recupero della partita contro il Bologna in programma per il 7 marzo.

Lo stress positivo di cui Antonio Conte aveva parlato prima della gara si trasforma, dopo il finale ad altissima tensione condito da rissa e le clamorose sviste arbitrali, in uno sfogo furioso contro il clima negativo e pesante che, a parere del tecnico, ancora aleggia intorno alla “Vecchia Signora”. Due gli episodi che hanno fatto ieri traboccare l’ira dell’ex capitano bianconero: il vistoso atterramento in area di Giaccherini, steso da un intervento maldestro di Biabiany, ed il fallo in extremis di Santacroce su Andrea Pirlo, meno vistoso ma certo anch’esso sanzionabile con la massima punizione. “Comincio a pensare che si abbia paura di fischiare a favore della Juventus” sbotta Conte “è una situazione antipatica e non la posso accettare, vogliamo essere trattati in modo equo” dice riferendosi alle statistiche in cui si conta un solo calcio di rigore assegnato alla Juve in 22 giornate di campionato.


A chi gli chiede il perché di tale persecuzione Conte risponde riferendosi in maniera chiara, seppur indiretta, allo scandalo di Calciopoli: “Il perché lo dovete chiedere a chi di dovere” aggiunge “Basta andare un attimo indietro e la spiegazione c’è”. Ed il tecnico bianconero non si placa nemmeno quando gli fanno notare che un rigore c’era anche a favore del Parma per un fallo in area di Barzagli su Giovinco, liberatosi dell’ex Wolfsburg con una magia da fuoriclasse “È svenuto, lì non c’era nulla” conclude “Loro hanno un rigore? E io stasera ne avevo due”.

Al netto delle recriminazioni, rimane comunque il secondo 0-0 nelle ultime due gare che, a fronte di una stagione perfetta in difesa, sottolinea le difficoltà in fase realizzativa della squadra, capace di mettere a segno solo 33 reti contro le 45 del Milan, le 38 del Napoli, le 37 della Lazio, le 36 della Roma e le 34 di Inter e Udinese. Dovranno fare meglio soprattutto gli attaccanti che, seppur non aiutati dal gioco imposto da Conte che favorisce l’inserimento dei centrocampisti, in tre (Matri, Vucinic e Quagliarella) sono andati a bersaglio soltanto 13 volte.






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