Il calcio delle figurine

30 novembre 2012 17:050 commentiDi:

In tanti ricordano con passione, affetto e nostalgia le figurine di calcio della Panini. Nell’epoca in cui la Play Station, la Wii e internet erano ancora un miraggio, giocare alle figurine era una delle cose più belle per i ragazzini. Con i soldi della paghetta si compravano le figurine al tabacchi, poi c’era l’emozione dell’apertura e il rito del “ce l’ho”, “mi manca”, “evvai”. E poi c’era l’investimento dell’album, fondamentale e da fare all’inizio.


Le figurine da collezionare, scambiare o giocarsi facevano vedere ai ragazzini la faccia dei giocatori. Crescendo, se capita di rivedere qualche figurina della propria infanzia non si può non esprimere un sorriso. Ad esempio, per chi era un ragazzino negli anni ’80 pensare a figurine come quelle di Francesco Casagrande, capelli lunghi e viso attempato, o come quelle di Junior, con la scritta sotto Leovegildo Lins Gama. C’erano poi Vito Chimenti, stempiato e che riempiva tutta la figurina, Juary, con il suo viso brasiliano nostalgico, e poi i capelli a caschetto di Evani, quelli ricci di Tassotti, i baffi di Virdis, quelli di Koehler…

Quanti ancora se ne potrebbero inserire. Era un periodo in cui lo sviluppo tecnologico non era così avanti e anche i giochi erano più semplici.

 






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