Calcio, l’Italia futura multiculturale

6 novembre 2012 16:260 commentiDi:

Il calcio italiano inizia a vestire di azzurro una realtà che è sempre più dirompente: il multiculturalismo. Di certo fa sensazione vedere che il capocannoniere della Serie A è un giovane calciatore di 20 anni che si chiama Stephan El Shaarawy. Italiano, italianissimo. Cresciuto nel Genoa e ora stella del Milan, il giovane giocatore è soprannominato il “faraone” per le sue origini egiziane.

El Shaarawy è già un nazionale Under 21, ma è anche nel giro della nazionale maggiore di cesare Prandelli. E non potrebbe essere altrimenti visti il suo estro, il suo talento e la sua capacità realizzativa.


El Shaarawy, ma anche Mario Balotelli. Un altro “nuovo” italiano, di Brescia per l’esattezza. Un attacco così potrebbe essere, in futuro, devastante. Super Mario è già un punto fisso della nazionale italiana e agli ultimi Europei di Polonia e Ucraina ha fatto vedere le sue doti a tutto il mondo.

E poi c’è Pablo Daniel Osvaldo, naturalizzato italiano e cresciuto in Argentina. Il giocatore della Roma è ormai parte integrante della nazionale di prandelli.

La nazionale italiana è quindi sempre più varia, costituita da italiani di origine straniera, ma italiani.

In difesa c’è Angelo Ogbonna, il difensore del Torino che ha già fatto parte della spedizione italiana agli ultimi europei. Il giocatore di colore, figlio di migranti nigeriani, è cresciuto a Cassino. Ogbonna è ormai un giocatore della nazionale che Prandelli convoca sempre.

Tra gli altri, ci sono Ezequiel Schelotto, giovane ala dell’Atalanta di origine argentine, Roberto Soriano, centrocampista della Sampdoria di origine tedesche, e Jorginho Frello, giovane centrocampista del Verona che a breve dovrebbe ottene il passaporto italiano.






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