Ciclismo, nuovo scandalo doping ha travolto la Toscana: 17 indagati e 6 arresti

Una serie di arresti per doping sono stati effettuati nei confronti dei dirigenti di una delle maggiori squadre dilettanti del ciclismo italiano. Gli arresti sono stati fatti dalla polizia e tra i destinatari delle misure cautelari ci sarebbero il proprietario del team, l’ex direttore sportivo e un farmacista che riforniva i ciclisti dei farmaci vietati dalla normativa sul doping in assenza di una prescrizione medica.

La notizia degli arresti in un’operazione antidoping dei dirigenti dell’Altopack Eppela ha davvero fatto parecchio scalpore.  Sono sei arresti domiciliari per un totale di 17 indagati. E’ questo quanto scoperto dalla Procura di Lucca per quanto riguarda un sistema molto articolato di doping nel team dei Dilettanti del ciclismo della Altopack. L’indagine portata avanti dalla polizia ha portato a delle perquisizioni in provincia di Lucca, Pistoia, Livorno e Bergamo e sarebbe partita dalla morte sospetta del ventunenne ciclista Linas Rumsas, ciclista internazionale lituano Raimondas. Il 2 maggio del 2017 il fratello di Linas trovò il cadavere del giovane; quest’ultimo giorno prima si era fatto visitare dal pronto soccorso di Lucca per alcuni problemi respiratori perché riferiva di sentirsi soffocare, ma sarebbe stato visitato e poi dimesso.

Il giorno del decesso  il giovane Aveva riferito di sentirsi Un po’ stanco rifiutando anche di allenarsi e poi è deceduto per cause ancora sospette. Sono circa 17 le persone indagate dalla Procura di Lucca e sei come già abbiamo detto, sono finite agli arresti domiciliari mentre fra gli indagati figurano anche un medico sportivo che pare dava ai vari dirigenti del team ciclistico tutte le dritte per evitare che il dominio venisse riparato dai controlli. Nei confronti degli arrestati le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata a commettere più delitti in materia di anti-doping nonché della commercializzazione di farmaci dopanti attraverso canali diversi dalle farmacie aperte al pubblico Con l’aggravante di aver commesso i fatti da iscritto alla federazione ciclistica italiana.  “Qui non si parla soltanto di doping.

Qui si parla di un’associazione a delinquere con valenza criminale dietro cui si celava un utilizzo di quantità inimmaginabili di sostanze dopanti, pericolose e potenzialmente letali. Qui c’è gente, ci sono genitori e allenatori che scherzano con la vita e la salute di ragazzi giovanissimi”, è questo quanto dichiarato dal procuratore capo di Lucca Pietro Suchan. Il direttore sportivo della Altopack ovvero Elso Frediani pare sia considerato dagli investigatori un conoscitore delle metodologie del doping. Dall’inchiesta si apprende che l’uomo si sarebbe preoccupato di assicurare agli atleti le necessarie consulenze anche mediche per una corretta somministrazione di sostanze proibite in modo da eludere i controlli in gara. Il preparatore atletico Michele Viola invece sarebbe la persona che avrebbe venduto a Francesco, l’epo destinata ai ciclisti dell’Altopack e dato anche dei consigli su come assumerla per nascondere la positività dei controlli.

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