Contador squalificato per due anni

6 febbraio 2012 15:100 commenti

Squalifica ContadorDopo oltre due anni di battaglie in tribunale si chiude nel peggiore dei modi per Alberto Contador la vicenda iniziata il 21 luglio del 2010, quando il ciclista spagnolo numero uno al mondo venne trovato positivo ad un controllo antidoping durante il Tour de France che avrebbe poi chiuso da vincitore per la terza volta, avvicinandosi a miti quali Merckx, Indurain e Armstrong.

Il Tribunale dello Sport di Losanna ha infatti cancellato la sentenza di assoluzione pronunciata nel febbraio scorso dalla federazione ciclistica spagnola ed ha sospeso per due anni il campione madrileno, accogliendo il ricorso dell’Uci, la federazione ciclistica internazionale, e della Wada, l’agenzia internazionale antidoping. Contador, al quale è stato inflitto il massimo della pena prevista, dovrà stare lontano dalle gare fino al 5 agosto del 2012, avendo già scontato una parte della squalifica, ma dovrà rinunciare sia al prossimo Tour de France sia alle attesissime Olimpiadi di Londra. La condanna comporta anche la perdita della vittorie al Tour del 2010, che passa di diritto al lussemburghese Andy Schleck, ed al Giro del 2011, che va all’italiano Michele Scarponi.


Il tribunale svizzero non ha creduto alle tesi difensive dello scalatore iberico, secondo cui quella quantità infinitesimale (50 picogrammi) di clenbuterolo trovata nelle sue urine fosse giustificata dal consumo di carne contenente la sostanza, ed ha pertanto ritenuto fondate le obiezioni dell’accusa, per cui è estremamente improbabile l’assunzione inconsapevole mediante cibo contaminato.

Pat McQuaid, presidente dell’Uci, ha così commentato il verdetto del tribunale svizzero, che pure ha confermato la tesi sostenuta dalla federazione ciclistica internazionale: “È un triste giorno per il nostro sport: alcuni potrebbero pensare che abbiamo vinto, ma non è così. Non c’è mai un vincitore in materia di doping’‘. “È una cosa illogica e triste” il commento del cannibale, Eddie Merckx, che ai microfoni dell’emittente radiofonica Rtl ha parlato di una sentenza ingiusta ed ha chiaramente espresso il proprio pensiero, secondo cui c’è qualcuno che evidentemente vuole la morte del ciclismo.






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