Doping: tra bodybuilder e caso Schwazer

17 settembre 2014 11:510 commenti

Il doping, purtroppo, è sempre all’ordine del giorno nel settore sportivo. Fino a questo momento sono stati bersagliati soprattutto i ciclisti ma adesso si apre uno squarcio profondo anche nel mondo dell’atletica leggera e del body-building.

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Che in molte palestre gli atleti entrassero a contatto con sostanze dopanti, non è una novità e trattarla come tale rivelerebbe un atteggiamento ipocrita. Adesso, però, è stato preso il toro per le corna e sono state messe le mani in un traffico illegale di farmaci anabolizzanti e stupefacenti.

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Sotto accusa sono finiti 4 famosi body builder di fama internazionale. Questi personaggi sono stati intercettati dai Nas che hanno previsto 34 decreti di perquisizione in tutta Italia. Il nome dell’operazione è Big Bull e coinvolge le province di Roma, Firenze, Ancona, Genova, Milano, Bologna, Latina, Livorno, Parma, Pescara e Viterbo.


Le perquisizioni dei Nas hanno portato al sequestro di più di 4.000 pasticche, 1.000 fiale e migliaia di anabolizzanti. A Spoleto è stato perfino rivenuto un garage pieno di confezioni di anabolizzanti e stupefacenti che si presume sarebbero stati usati nell’attività di body building.

Questa operazione dei Nas ha dato visibilità ad un altro caso eclatante di doping, quello del maratoneta Alex Schwazer, fidanzato dei Carolina Kostner, adesso chiamata a fornire la sua versione dei fatti. I due, attualmente, non hanno più una relazione perché Schwazer ha accusato la Kostner di averlo coperto e aiutato ad eludere i controlli. Forse di fronte a questa accusa la pattinatrice ha deciso di rompere il silenzio.

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La Kostner ha confermato che l’ex fidanzato usava un macchinario notturno elettrico collegato ad un tubo flessibile che finiva con una mascherina da cui respirava la notte. La Kostner ha anche confermato che Schwazer era in possesso di una tenda ipossica vietata in Italia dal ministero della Salute. Se sarà confermato che il maratoneta usava questi strumenti anche nel 2008 potrebbe dover riconsegnare la medaglia d’oro conquistata alle Olimpiadi di Pechino.






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