Il 2012 eroico di David Lekuta Rudisha

31 dicembre 2012 13:450 commenti

Le Olimpiadi di Londra del 2012 lasceranno nel ricordo di tutti gli sportivi emozioni a grappoli. Ogni volta che ci sono manifestazioni così imponenti i nomi si intrecciano alle storie, le storie diventano simboli e i simboli, si sa, sono immortali.

Uno di questi simboli è sicuramente Alex Zanardi, d’oro nel 2012 proprio a Londra nella Handbike. Ma al momento di stilare la classifica dei migliori sportivi del 2012, non ci si può dimenticare di un certo David Lekuta Rudisha. Il suo nome è indissolubilmente legato a quello dei Giochi Olimpici di Londra, che si sono tenuti nell’estate di quest’anno che volge al termine.


Rudisha, Keniano e figlio d’arte (suo padre Daniel ha vinto una medaglia olimpica nella 4×400 durante le Olimpiadi di Messico ’68) ha scritto una bellissima pagina di storia nella kermesse a cinque cerchi. Come? Vincendo gli 800 metri piani. Ma non solo. Rudisha ha battuto il record e stabilito il nuovo primato mondiale. Il precedente record, peraltro, era il suo. Lo aveva stabilito nel 2010.

David Lekuta Rudisha non è solo un atleta. E’ un guerriero Maasai. E lo scorso 9 agosto lo ha dimostrato a tutto il mondo nella sua personale finale olimpica. Un po’ di merito, o quanto meno un’onorable mention va anche al suo allenatore Colm O’Connell, missionario irlandese che lo ha aiutato a centrare il traguardo e a migliorarsi. Per David Lekuta Rudisha il tempo (e il cronometro) si è fermato a 1’40″91.

In sostanza, Rudisha, in quella notte londinese è diventanto il primo atleta della storia a scendere sotto il muro dell’1’41”. Per la serie ‘Scusate se è poco’.






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