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Il destino di Rudi Garcia tra il Torino e il Bate Borisov: Sabatini lo conferma, i tifosi no

Cinque giornate di ultimatum, cinque giornate di partite ufficiali giocate, poi si vedrà: questo aveva affermato la dirigenza dopo la pesante sconfitta della Roma al Camp Nou per 6 a 1 contro il Barcellona dei marziani. In molti si aspettavano una risposta sul campo, traducibile in una vittoria contro l’Atalanta che, fino a ieri, faticava a segnare e a vincere in trasferta. La risposta che la squadra ha dato in campo è stata però nulla e si è tradotta in una ignobile sconfitta. E se i tifosi vorrebbero subito che Rudi Garcia lasciasse, la dirigenza lo conferma ancora una volta. Almeno fino alla prossima giornata. 

Alla Roma aspetta un mini ciclo di partite che nessuno si augurerebbe: prima il Torino, fuori casa, poi subito il Bate Borisov, in casa, partita che segnerà il destino della Roma in Champions League e in Europa. Poi sarà la volta del Napoli al San Paolo. Tre partite non facili, in cui Rudi Garcia è chiamato a dare una scossa alla squadra, per evitare il ritorno dei fantasmi dell’anno scorso, dopo il pesante ko per 7 a 1 contro il Bayern Monaco che pregiudicò una stagione, e che già ieri hanno fatto capolino allo Stadio Olimpico.

Prima di Roma-Atalanta, il ds giallorosso Walter Sabatini aveva affermato: “Rudi Garcia resterà perché se lo merita”. Poi la squadra è scesa in campo, ha creato sì e no 2 occasioni da gol in 90 minuti, ha subito un gol per l’ennesimo errore difensivo, è andata negli spogliatoi per l’intervallo. Chi si aspettava una reazione sul campo all’inizio del secondo tempo ha dovuto subito ricredersi: la reazione non c’è stata, e l’Atalanta è riuscita a segnare il secondo gol su rigore, causato da uno spento e ingenuo Maicon.

I tifosi chiedono le dimissioni o il licenziamento dell’allenatore: lo criticano per la sua mentalità perdente – a molti non sono andate giù le parole dopo il match contro il Barcellona – e per la sua incapacità di gestire tatticamente una squadra. La dirigenza – portavoce Sabatini – lo conferma ancora una volta. Ora però c’è il Torino, poi il Bate Borisov e poi il Napoli. Se questi tre match dovessero andare male, le decisioni tardive dei dirigenti potrebbero pesare notevolmente sul futuro della squadra. Nel frattempo si ragiona partita dopo partita, “umili e zitti“, come dice Garcia, sperando in una risalita in cui molti tifosi hanno già smesso di credere

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