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Il figlio di Matteo Renzi arriva in una squadra di A: “Adesso non dite che mi manda papà”

Che Renzi scenda in campo è, di questi tempi, di per sé una notizia. Che segni pure in porta lo è ancora di più. No, non stiamo parlando del radicale quanto improvviso cambio di carriera di Matteo, ma dell’inizio della favola calcistica del suo primogenito Francesco. Come nuovo acquisto della Primavera dell’Udinese si conquista un posto sotto i riflettori, finora vissuti di striscio grazie al padre ex sindaco, ex premier ed ex leader del Pd.

Classe 2001, centravanti, alto un metro e 85, ha esordito con l’Africo di Firenze nella categoria Allievi. Lì si è fatto notare, raccontano, diventando niente di meno che capocannoniere. Ma tutto sommato, nonostante il cognome pesante, nella città di Dante e Brunelleschi è rimasto protetto da amici e parenti. Il salto a un livello professionale più alto potrà trasformarsi in tutt’altro. Così come tutt’altro potrebbe significare il trasferimento verso il Friuli di un ragazzo così giovane e così “esposto” a 430 chilometri di distanza dalla Toscana e dalla famiglia.

In realtà, che potesse essere pronto per il grande salto si era capito già a primavera quando c’era stato l’interessamento del Genoa, con gli elogi pubblici alle sue qualità fisiche già spiccate e alla sua potenza di tiro. Allora si era allenato per due giorni con i rossoblu. «Ci ha fatto un’ottima impressione», aveva detto il responsabile del settore giovanile Michele Sbravati. «È un lottatore generoso, un attaccante vecchia maniera». Poi, però, non se n’era fatto nulla. Finché il nome del rampollo di Renzi, dopo aver affrontato alcuni provini, è comparso tra i 27 convocati al ritiro pre-campionato dell’Udinese, settore giovanile, ad Ampezzo, in Carnia.

Francesco ci è arrivato “scortato” dal nonno materno, papà di mamma Agnese, e da un cugino più grande. Una serie di allenamenti intensivi alternati alle prime amichevoli, tutti momenti utili per capire se davvero avesse la stoffa per entrare definitivamente in rosa. Esame superato, a detta dello stesso allenatore David Sassarini, che tuttavia fino all’ultimo è rimasto cauto: «Francesco è come tutti gli altri ed è una prima punta».

A questo punto sta a lui. Perché oltre a dimostrare di avere talento, gli toccherà sopportare un’attenzione ben maggiore rispetto a quella degli altri debuttanti, basta farsi un giro sui social per capirlo. «Somiglia al papà anche nel modo di parlare. Abbiamo conosciuto un giovane perbene, con la testa giusta per chi vuole fare il calciatore», avevano detto a Genova. «È umilissimo, sta andando bene», hanno confermato a Udine. Un’ottima partenza. Perché c’è da crederci: a Renzi Junior non serviranno solo i piedi buoni. Sarà meglio avere anche le spalle larghe.

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