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Inter – Roma Streaming Gratis Diretta Live Tv Rojadirecta

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Non incanta la critica, segna poco o nulla, a volte sembra troppo compassato e quando sale palla al piede i tifosi tachicardici temono un attacco. Eppure Joao Miranda rimane imprescindibile. Dal suo esordio in Serie A con l’inter (23 agosto 2015) è il difensore nerazzurro che ha giocato il maggior numero di partite in campionato (81), quello che ha completato il maggior numero di passaggi (3.550) e intercettato più palloni (160) in Serie a. Il centrale brasiliano è pronto al rientro dopo l’infortunio al polpaccio accusato il 23 dicembre a Reggio Emilia e contro la Roma ricomporrà la coppia titolare a protezione di Handanovic. Un recupero importante, anche perché Miranda – come dimostrano le prestazioni contro Napoli e Juve – nei big match raramente sbaglia.

MISTER 16% La sua assenza stavolta non ha pesato più di tanto sui risultati dell’Inter. In fondo era in campo nelle sconfitte contro Udinese e Sassuolo e Ranocchia lo ha sostituito alla grande sia nel derby perso in Coppa Italia sia nei pareggi contro Lazio e Fiorentina. Eppure se dal suo arrivo a Milano i nerazzurri hanno vinto il 56% delle partite con lui in campo in campionato e se senza la percentuale di successi nerazzurri scende al 40% un motivo ci sarà. «Joao è un camaleonte, si adatta all’avversario. Se quello è veloce lui accelera, se no si adegua», Luciano Spalletti in ottobre descrisse così il suo uomo di maggiore esperienza, rispondendo alle critiche di chi vede Miranda a volte poco grintoso. Lui invece è un leader silenzioso, che per indole ama il basso profilo e non parla più di tanto. Oltre a qualche pallone sanguinoso quando lascia la posizione, in questa stagione sta anche pagando, in termini di voti, il fatto che Skriniar stia andando alla grande. Lo slovacco è più esplosivo, esce palla al piede, ruba l’occhio e sa farsi sentire anche nell’area avversaria: già 3 gol all’attivo, meglio nella rosa nerazzurra hanno fatto soltanto leardi e Perisic. Eppure Miranda ha mestiere da vendere, senso della posizione e la giusta cattiveria. Per farsi sentire in campo non serve per forza urlare, e Spalletti se lo tiene stretto. Anche perché lui più di Ranocchia ha saputo adattarsi sul centro sinistra, lasciando a Skriniar la possibilità di impostare col suo piede migliore.

FUTURO Miranda dunque torna nel momento più delicato, ma – oltre a quel Dzeko che lo ha punito all’andata, prima del ribaltone firmato leardi – potrebbe anche incrociare per l’ultima volta in Italia il suo compagno di nazionale Alisson. Perché gli anni sono ormai 33, il contratto in scadenza nel 2019 gli vale 3 milioni netti a stagione e l’Inter la prossima estate, nell’ambito di un ringiovanimento del reparto, potrebbe anche valutare una cessione per non perderlo poi a zero dopo 12 mesi. Discorsi comunque prematuri, così come senza fondamento sono le voci di un possibile ritorno in patria già in questa sessione di mercato. «Il Palmeiras – ha appena spiegato Joao al brasiliano Espone Internavo -? Penso sia difficile, ho un contratto con l’Inter che cercherò di rispettare. Il mio cuore è sempre al San Paolo, ma sono un professionista e se un giorno dovessi tornare in Brasile potrei anche giocare in un’altra squadra».

EFFETTO SPALLETTI Di sicuro, aspettando un Mondiale che vede la Selegao tra i favoriti, ora c’è solo l’Inter e l’imprescindibile Champions. «Questa è la miglior Inter da quando sono arrivato – ha aggiunto Miranda -, anche perché c’è Spalletti. Sta lavorando molto bene con la squadra, capisce come fare gruppo, protegge i suoi giocatori e sa come farli rendere»

Daniel Sturridge non è una priorità per l’Inter. Semmai può diventare un’opportunità. Ed è con questo spirito che il d.s. Piero Ausilio e il coordinatore tecnico di Suning Walter Sabatini tengono l’inglese del Liverpool sulla mappa dei giocatori da seguire continuando ad avanzare sugli obiettivi principali. La valutazione interista al momento verte più sull’aspetto tecnico.

L’inglese può giocare da prima e da seconda punta: con caratteristiche diverse, ma più o meno quelle che rimandano a Eder.

Inutile portare a Milano un giocatore come Sturridge (per il quale sembra stia lavorando Kia Joorabchian) se non si trova una soluzione buona per tutti per l’ex donano. Ecco perché al momento la formula su cui lavorare con i Reds non è stata nemmeno trattata anche se è chiaro che i nerazzurri partono sempre dal presupposto di operare sulla base di un prestito con diritto di riscatto. Sull’attaccante si sono mossi intanto Newcastle, Southampton e West Bromwich Albion.

RAFINHA 115 minuti di notorietà non richiesta sono arrivati all’improwiso. Rafinha (che ha messo un like a un post dell’Inter su instagram), per primo, non sapeva che sarebbe entrato mercoledì sera contro l’Espanyol nel derby di Coppa del Re tornando così in campo dopo quasi dieci mesi. Ernesto Vaiverde, allenatore del Barcellona, ha sorpreso tutti inserendolo nel finale al posto di Denis Suarez. A Milano, sponda nerazzurra, qualcuno avrà pure trattenuto il fiato quando David Lopez gli ha dato il bentornato sulla caviglia destra. Eppure è andato tutto liscio, risultato a parte (sconfitta per 1-0) e la trattativa rimane in attesa di una soluzione. Il Barcellona si è preso ancora qualche ora per accettare o rifiutare l’offerta del- l’Inter: prestito gratuito con diritto di riscatto fissato a 35 milioni. Il Barcellona ha replicato con una doppia ipotesi: riscatto a 38 oppure obbligo di acquisto per 30. Sulla prima si può lavorare inserendo qualche bonus, sulla seconda si dovrebbe far scattare il riscatto dopo diverse partite e non subito. Sono attesi segnali al massimo domani.

RAMIRES Così come l’arte diplomatica milanese sta insistendo per convincere la famiglia Zhang a lasciar partire Ra- mires per Milano. Il brasiliano si allena a Marbella con il Jiangsu Suning di Fabio Capello e spera di fermarsi in Lombardia quando l’aereo lascerà la Spagna. Il giocatore serve a Spal- letti e a Capello verrà trovato un degno sostituto (Mbia?). Le alternative, con caratteristiche diverse, portano un po’ in Germania (André Schurrle del Bo- russia Dortmund), un po’ in Spagna (Nico Gaitan dell’Atletico Madrid, extracomunitario, e Joaquin Correa del Siviglia, inserendo Marcelo Brozovic nell’affare magari). In uscita va Daniel Sturridge, 28 anni, ha un contratto fino al 2019 con il Liverpool 0 2 Rafinha, 24, brasiliano con passaporto spagnolo del Barcellona #3 Ramires, 31, brasiliano del Jiangsu Suning ipp-epa-afp registrato il ritorno del West Ham per Joao Mario: il portoghese non è ancora convinto della destinazione.

GABIGOL Canale sempre aperto tra Inter e Santos per il ritorno di Gabigol in prestito oneroso fino al 31 dicembre 2018. Lo scoglio da superare è l’ingaggio (3 milioni) che il club brasiliano non può coprire interamente. Probabile che si arrivi alla formula utilizzata già con il Benfica, ovvero con l’Inter che parteciperà a una parte dell’ingaggio. I nerazzurri si stanno muovendo anche su piani inferiori. Ze Turbo, rientrato dal prestito di Catania, andrà al- TOlhanense. Moussa Souare, tornerà dal Monopoli e dovrebbe andare a Malta. Cristian Mutton, seconda  punta del 1999, è destinato al Bologna. E occhio a George Puscas che potrebbe lasciare il Benevento.

La Lego ha annunciato il licenziamento di 1400 dipendenti, la Mattel vede precipitare le vendita della Barbie (-6%, terzo trimestre consecutivo con il segno meno). Insomma, se persino i giocattoli più famosi conoscono la parola crisi, figuriamoci se la Roma a stelle strisce – giocattolo di lusso, come d’altronde tutti i club di calcio – non può segnare il passo e pensare al bilancio. Così, in attesa di un fine settimana dirimente per il caso Nainggolan, la società giallorossa pensa anche ad una cessione un po’ più agevole, che è quella di Emerson.

IDEA DZEKO La storia è nota. Ad otto mesi dal suo infortunio il brasiliano si è accorto di essere solo un comprimario nella Roma. Come dire, il suo decollo verticale che lo aveva fatto approdare in Nazionale, sembra si sia fermato e così vuole cambiare aria. Le pretendenti non mancano, e sono nobili: Juventus, Liverpool e Chelsea. In queste ore sembra proprio che i «blues» possano essere in vantaggio, tant’è che ieri uno dei suoi agenti, Fernando Garcia, ha detto a calciomercato.com: «Il

Chelsea per Emerson è una possibilità assolutamente concreta. Adesso ne stanno parlando i due club, vedremo se andrà a buon fine. Ovviamente per il ragazzo sarebbe un sogno essere allenato da Conte». Tra l’altro, il terzino sinistro avrebbe anche il vantaggio di non essere stato inserito nella lista Champions dalla Roma e quindi può giocarla. Non basta. DallTnghilterra gira voce che il Chelsea potrebbe offrire un pacchetto complessivo di 50-60 milioni mettendo dentro Dzeko, ma la Roma frena, senza contare che il bosniaco non sarebbe impiegabile in Champions per il club di Londra. Per Emerson invece, Roma e Chelsea sono sostanzialmente d’accordo sulla valutazione del calciatore – 25 milioni di euro -, ma si discute sulla formula: i londinesi vorrebbero un prestito con diritto, la Roma spinge per l’obbligo, possibile un incontro a metà su un riscatto legato alle presenze. Logico, però, che poi la Roma dovrà correre ai ripari, perché è impensabile affrontare il prosieguo della stagione col solo Kolarov. La ghiotta plusvalenza consentirebbe alla Roma di muoversi. Com’è noto, il sogno sarebbe avere in prestito oneroso Darmian dal Manchester United, pagandolo però in estate. L’azzurro, infatti, può giocare su entrambe le fasce, ed eventualmente permetterebbe al club giallorosso di cedere senza problemi anche Bruno Peres (Galatasaray).

NAINGGOLAN E DEFREL Sul fronte uscite, c’è da registrare un interesse del Villarreal per Defrel (ieri rientrato in gruppo, può farcela per l’Inter), ma per le casse del club spagnolo l’attaccante sembra essere troppo caro. E allora, più opportuno scrivere di Nainggolan, il cui possibile trasferimento in Cina vivrà nel fine settimana le battute decisive. Se tutto andrà in porto, allora, caccia a un nuovo centrocampista: più di Fabian Ruiz (Betis), il preferito è Ante Coric (Dinamo Zagabria), valutato 12 milioni e obiettivo per la prossima estate. Un modo per ricostruire la Roma che cambiai pezzi ogni anno. In puro stile Lego.

Emerson al Chelsea. E’ questione di ore ma non di minuti perché restano dei dettagli da limare nell’accordo tra i club. Tutto fatto invece tra Emerson e gli inglesi: il giocatore è atteso la prossima settimana in Inghilterra per le visite mediche e la firma del contratto quinquennale, che dovrebbe aggirarsi sui 2 milioni netti a stagione. La Roma dovrebbe decidere rinviare la definizione dell’affare, in modo da consentire ad Emerson di partecipare alla trasferta di Milano. Di Francesco comunque lo porterà al massimo in panchina.

PARADOSSI. Sta quindi per concludersi la strana parabola del terzino italo-brasiliano, arrivato per pochi spiccioli dal Santos e bollato frettolosamente come un brocco, poi capace di una stagione intera da titolare con Spalletti fino alla valutazione di 20 milio – ni più bonus che ha accettato dipagare il Chelsea, infine ceduto dalla Roma dopo 166 minuti giocati in 5 mesi. La Roma metterà a bilancio una plusvalenza di oltre 19 milioni che verrà disgiunta da eventuali sviluppi su Dzeko: le due trattative sono state slegate l’una dall’altra.

IL SOSTITUTO. Venduto un terzino, Monchi deve cercarne un altro che costi meno e possibilmente si sposti a gennaio in prestito. Il giocatore individuato – non è più un mistero – è Matteo Darmian, che non trova spazio con Mourinho, ma per adesso il Manchester United intende trattare un trasferimento solo a titolo definitivo per 12 milioni. La Roma spera che con il passare dei giorni la posizione inglese si ammorbidisca perché Dar- mian, oltre a essere italiano e quindi facilmente reinseribile in Serie A, può giocare su tutte e due le fasce della difesa. Potrebbe sostituire Kolarov, quindi, o anche Florenzi. Gli altri nomi che intrigano Monchi vengono dalla “sua” Spagna: da Jonny Castro del Celta Vigo a Juan Bernat, in difficoltà nel Bayern Monaco a causa degli infortuni ma ancora abbastanza giovane (è un ’93) per rilanciarsi. E’ sulla lista dell’Everton, pure. Piace anche Telles, italobra- siliano del Porto che ha gio – cato una stagione nell’Inter.

MOVIMENTI. Ma le operazioni romaniste in entrata non si fermano ai difensori. Con largo anticipo Monchi ha bloccato Milan Badelj, regista croato della Fiorentina, che dovrebbe arrivare a Trigona il primo luglio a parametro zero. Corvino ha perso le speranze di rinnovagli il contratto, tanto da ammettere che il giocatore sia destinato alla Roma. Monchi spera di poterlo aggiungere subito all’organico, per guadagnare geometria e qualità a centrocampo ma non è semplice. La Fiorentina non sembra disposta a perderlo a gennaio se non davanti a una proposta Inori mercato. E nelle casse della Roma non ci sono risorse tali da consigliare un’ipervalutazione di un giocatore di quasi 29 anni in scadenza di contratto. A meno che non parta Nainggolan, sul quale i cinesi del Guangzhou si sentono ancora in corsa e che per la Roma non è più incedibile.

IL RESTO. A proposito di centrocampisti, restano nel mirino due giovani: Fabian Ruiz (1996) del Betis Siviglia e Ante Coric (1997) della Dinamo Zagabria. Ma sembrano affaripoco caldi in questo momento, visto che Monchi ha altre priorità. Anche in attacco, se dovesse muoversi Dzeko. Di Francesco potrebbe contare su due centravanti di ruolo, Schick e Defrel, e chiedere di avere un attaccante mancino come sostituto: il nome buono può essere l’olandese Ziyech dellAjax. Può giocare come mezz’ala o come esterno alto.

Mauro non si tocca. L’Inter non prende nemmeno in considerazione di perdere il suo capitano. E farà di tutto per blindarlo. Come? Con un nuovo contratto, che andrà a sostituire quello firmato nel settembre 2016, con scadenza 2021. Già, perché dentro le pagine di quel documento c’è l’unico spiraglio che potrebbe consentire a Icardi di lasciare l’Inter indipendentemente dalla volontà del club. A luglio, infatti, per la precisione dal 1° al 15, si aprirà una finestra che permetterebbe al bomber di Rosario di trasferirsi in un nuovo club estero, dietro al pagamento della clausola da 110 milioni di euro.

NEI PENSIERI DI PEREZ. All’epoca, quella cifra sembrava così elevata da poter mettere al riparo l’Inter da qualsiasi sorpresa. Da allora, però, i prezzi sono esplosi. Così, dopo ivari Neymar, Mbappè, Coutinho,

Dembelè, sarebbe tutt’altro che impossibile trovare un club disposto ad investire tutto quel denaro per Icardi, che, nel frattempo, continua a dimostrare di essere una macchina da gol. Peraltro, il nome di quel club esiste già e si tratta del Real Madrid. Maurito, infatti, sarebbe tra i principali obiettivi per la ricostruzione delle “Merengues”, soprattutto se, dopo aver compromesso la Liga, Ronaldo e soci dovessero fallire anche la campagna Champions. Insomma, stando a quello che viene raccontato in Spagna, Florentino Perez sarebbe già pronto ad una rivoluzione.

COME IL PIPITA. Ecco perché l’Inter ha tutte le intenzioni di cautelarsi per tempo. Una volta concluso il mercato invernale, è molto probabile che comincino i primi approcci conWanda, moglie e manager di Maurito. La sensazione è che la discussione non sarà semplice. Se, nell’estate 2016, era proprio l’entourage dell’attaccante a spingere, anzi a pretendere, in base ad antiche promesse, un rinnovo, con conseguente aumento di stipendio, ora sono proprio loro a non aver fretta. Significa che gli argomenti nerazzurri dovranno essere molto convincenti. Attualmente, Icardi porta a casa quasi 5 milioni di euro a stagione. Significa che l’adeguamento dovrà essere corposo, alzando i suoi emolumenti ad almeno 7,5 milioni, vale a dire quanto percepiscono Higuain e Dybala. A quel punto sarà possibile discutere della clausola: rimuoverla del tutto o, magari, raddoppiarla? Del resto, proprio in un’intervista al Corriere dello Sport-Stadio, Wanda aveva indicato in 200 milioni di euro il valore del marito.

VOGLIA DI CHAMPIONS. Al di là dei numeri, non deve essere trascurato il fatto che Icardi ama l’Inter e non è nei suoi piani lasciarla. Il suo desiderio è quello di riportarla in Champions da capitano e questa potrebbe essere davvero l’annata giusta per centrare il traguardo. Ma non c’è ancora nulla di scontato o automatico. Altre volte l’Inter si è fermata sul più bello. Così, qualora l’obiettivo dovesse essere mancato un’altra volta, allora i ragionamenti potrebbero cambiare, Già perché pur essendo un bomber straordinario, ormai vicino al suo primo Mondiale con lArgentina, la Champions, Icardi non l’ha ancora assaggiata. A 25 anni compiuti, magari con l’occasione di giocarla già sul tavolo, chi potrebbe escludere tentennamenti? Meglio allora cautelarsi il prima possibile. E chissà che Ausilio, Ra- finha permettendo, non stia già preparando il primo sms da inviare a Wanda…

Dzeko agita la insiste e prepara il rilancio per il centravanti bosniaco, per convincere il club giallorosso a farlo partire. Fino a ieri Monchi escludeva resistenza di una trattativa, anche se con i Rlues aveva già un tavolo aperto per Emerson Palmieri. La prima offerta proveniente da Londra non è stata neppure presa in considerazione. Non bastano 50 milioni più il prestito di Batshuayi, la Roma per sedersi al tavolo vuole almeno 65 milioni complessivi. I due giocatori sono trattati in modo disgiunto, il club giallorosso non è disposto a prendere in considerazione la cessione di Dzeko senza quella di Emerson. Ma l’operazione per il brasiliano è già in una fase avanzata, molto vicina alla conclusione, anche se l’esterno sinistro oggi sarà convocato per la trasferta di Milano.

Ma il suo procuratore è in costante contatto con i dirigenti inglesi. L’operazione è portata avanti per il Chelsea da Kia Joorabchian, agente iraniano residente a Londra, uomo di fiducia di Abramovich. Il club inglese ha la necessità di mettere a segno due colpi importanti (forse non gli unici) in vista della prossima stagione, perché la Fifa potrebbe bloccare la sessione estiva di mercato per alcune operazioni non regolamentari con calciatori minorenni. Dzeko è la prima scelta per il Blues.

SVILUPPI. Edin è stato informato della possibile trattativa e ieri ha avuto un contatto con il Chelsea. Persone vicine all’attaccante assicurano che è stato colto di sorpresa, considerato che da poco tempo ha acquistato casa a Roma, una villa a Casal Palocco. Il bosniaco andrebbe a fare la riserva di Morata (e tra l’altro non può essere utilizzato in Champions), mentre nella Roma è un titolare inamovibile. L’operazione non è sicuro che decolli per i tempi ristretti e per le difficoltà di trovare un sostituto all’altezza da parte della Roma negli undici giorni rimasti per il mercato. Tra l’altro per le prossime 48 ore sarà tutto fermo, perché il club giallorosso ha un unico interesse e la priorità è la partita di domani contro l’Inter, quindi qualsiasi situazione verrà presa in considerazione da lunedì. Inoltre per il positivo esito di una trattativa che non è ancora neppure cominciata, tre parti almeno devono essere d’accordo. La società  giallorossa su input di Pallotta si è messa nelle condizioni di ascoltare tutte le offerte per i suoi giocatori e poi valuterà quella più vantaggiosa nel rapporto tecnico/ economico.

Le proposte in arrivo sono molte. In caso di cessione di Dzeko è più probabile che Monchi cerchi un attaccante esterno, avendo per il ruolo di centravanti già Schick e Defrel. E per il bosniaco non c’è solo il Chelsea. C’è un interesse degli inglesi da valutare, la Roma non è intenzionata a cederlo ma se l’offerta dovesse essere considerata vantaggiosa potrebbe prenderla in considerazione.

CON LA TESTA A SAN SIRO.

Dezko in questi giorni si allena con impegno, è concentratissimo sulla partita di domani. Il centravanti ci tiene ad aiutare la Roma a uscire da questo periodo di flessione e vuole fare bella figura contro Spalletti, l’allenatore con il quale non si lasciò bene dopo la lite in occasione della sostituzione a Pescara a poche settimane dalla fine del campionato e dall’addio del tecnico toscano alla Roma.

Con un colpo di teatro ha elencato, leggendo i dati da un foglietto che si era precedentemente preparato, tutti i dati negativi legati alla sua esperienza a Roma. «Mi porto dietro quei risultati che non sono risucito a fare. Io mi porto dietro le sconfitte, i derby persi, i gol incassati e gli scudetti non vinti», ha detto ironizzando verso chi ancora non gli perdona il modo in cui è stato pensionato Francesco Totti: «Dovessi incontrarlo, lo saluterò in maniera importante». Come all’andata, anche stavolta la sfida tra Inter e Roma sarà spallettì centrica. Nonostante l’interessato abbia voluto sottolineare come sia presto per parlare di spareggio, la sfida ha tutto per esserlo anche perché di fronte ci sono le grandi malate del nostro calcio come certifica quanto accaduto in un tristissimo dicembre per entrambe: l’Inter non vince dal 5-0 col Chievo (3 dicembre), mentre la Roma ha inanellato tre sconfitte (Coppa Italia compresa) nelle ultime quattro gare giocate. Un calo di rendimento, quello dei nerazzurri che pone nuovi dubbi sulla tenuta mentale di un gruppo che nelle difficoltà già in passato si è squagliato. «Ma io non ho visto sbalzi sul comportamento della mia squadra – ha spiegato Spalletti – poi a volte abbiamo sfruttato qualche occasione in più e in altre meno, ma dobbiamo solo continuare a lavorare nella maniera corretta per crescere. Certo, per diventare da titolo dovremo fare cose forti». L’allenatore è consapevole di essere solo all’inizio di un percorso, e qui sta la differenza sostanziale con l’esperienza romana: «A Roma avevo detto “se non vinco me ne vado” ma qui non penso sia la stessa situazione perché abbiamo iniziato un percorso e stiamo facendo le cose per continuare a migliorarci confidando di arrivare in Champions», ha sottolineato l’interessato concentrato piuttosto su quanto gli proporrà nel menù la sfida di stasera: «La Roma verrà a prenderci alti, lo hanno fatto in Champions con Atletico e Chelsea ed è molto probabile che lo facciano pure contro di noi e se non saremo concentrati, sarà come scendere dallo Stelvio senza mani». Il pericolo numero uno? Nainggolan, of course, il giocatore che Spalletti avrebbe voluto con sé a Milano. «Radja è un alieno». Già, però a San Siro vestirà la maglia sbagliata.

Ufficializzato Lisandro Lopez e in via di definizione Rafinha, l’Inter la prossima settimana si concentrerà sul rinforzo offensivo, prima di provare a chiudere un’importante campagna acquisti con la ciliegina finale, ovvero Ramires (se Sabatini riuscirà a trovare un centrocampista che soddisfi le esistenza tecniche di Suning per lo Jiangsu) o Kovacic, cavallo di ritorno che Ausilio sta trattando con il Real con la solita formula del prestito con diritto di riscatto. Di questo e altre operazioni hanno parlato ieri ad Appiano i due dirigenti, Steven Zhang e ovviamente Spalletti.

EDER TRA CRYSTAL PALACE E SAMPDORIA

Come detto, però, l’Inter pensa ora a un giocatore che dia maggiore peso alla fase offensiva, anche perché Eder è in uscita: sull’oriundo c’è il Crystal Palace, con un’offerta da 10 milioni l’Inter darà il via libera (ma occhio alla Samp, nel caso in cui Duvan Zapata dovesse andare al Borussia Dortmund). A quel punto i nerazzurri si getteranno su Daniel Sturridge, giocatore offerto una decina di giorni fa. L’attaccante è in uscita dal Liverpool, i Reds sono d’accordo a cederlo in prestito, ma pretendono un diritto di riscatto altissimo, intorno ai 40 milioni. L’Inter nei primi approcci con il Liverpool non è andata oltre i 20-25 milioni avendo il giocatore un contratto in scadenza nel 2019, ma è probabile che i nerazzurri possano alzare la cifra come fatto per Rafinha, anche perché nel riscatto non sarà inserito alcun obbligo. Sturridge, che piace anche alla Roma, è un attaccante centrale, ma in carriera ha giostrato a volte da esterno, principalmente però in un tridente nel 4-3-3 e non in un 4-23-1 come quello di Spalletti. Da non scartare, almeno finché non troverà una sistemazione, Deulofeu, corteggiato ma poi “parcheggiato” dal Napoli. Il binario aperto col Barcellona per Rafinha, potrebbe agevolare una nuova trattativa.

JOAO MARIO OSSERVATO

Rimane in uscita anche Joao Mario. L’Inter sta trattando la sua uscita in prestito con il West Ham – 1,5 milioni per il prestito, 22-23 per il riscatto -, il giocatore sta valutando, anche se non sembra del tutto convinto. Per sbloccare la situazione, secondo il “Mirrar” stasera sarà a San Siro il tecnico degli inglesi, David Moyes. Difficilmente lo vedrà in campo, soprattutto dall’inizio, da non escludere un contatto diretto nel post-partita.

E BIABIANY DENUNCIA

Intanto l’Inter osserva ciò che sta accadendo a Praga, dove lo Sparta (5° a meno 18 punti dal Viktoria Plzen) già prima di Natale aveva annunciato di non voler più avere fra le proprie fila Biabiany, acquistato in estate in prestito con obbligo di riscatto a 4 milioni in caso di vittoria del campionato. Biabiany a causa della mancata convocazione per il ritiro invernale in Spagna ha denunciato lo Sparta per mobbing alla Fifa.

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