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La rivincita di Claudio Ranieri in Premier League: primo con il Leicester

Il suo Leicester è primo in Premier League: 1 punto sotto, il Manchester United. Il campionato inglese, quest’anno, non è dominato dalle solite note: Manchester (City e United), Arsenal, Chelsea, Liverpool, guardano tutte dal basso verso l’alto questa squadra che di certo non è farcita di campioni e non ha dovuto spendere chissà quanto per accaparrarsi qualche fuoriclasse. Il Leicester di Claudio Ranieri è in vetta alla Premier League: chissà quanto ci rimarrà, ma intanto l’allenatore romano può sorridere e prendersi una bella rivincita. 

Scaricato dalla Juventus prima e dalla Roma poi, un’esperienza disastrosa come CT della nazionale greca, fuori dagli Europei 2016, poi una panchina inglese, quella del Leicester. Nessuno, ad agosto, avrebbe pensato che questa squadra potesse perdere solo 1 volta da agosto a fine novembre, e si potesse trovare in testa alla classifica, un primato solitario che getta il sole su Leicester, dove il cielo, come consuetudine britannica, è spesso grigio e freddo.

Eppure Ranieri ancora non si scompone: l’obiettivo del Leicester resta sempre quello. I 40 punti per ottenere una salvezza tranquilla e veleggiare a metà classifica. Superati quelli, poi si vedrà. Anche perché il Leicester, come spiega Ranieri alla Gazzetta dello Sport, deve ancora incontrare le squadre più forti: Manchester United, Swansea, Chelsea, Everton, Liverpool, Manchester City. Un ciclo orribile, considerando che il primo top match, quello con l’Arsenal, Ranieri lo ha perso. Il primo in tutto il campionato finora.

Ranieri ricorda poi la sua esperienza a Valencia, quel Valencia dove giocavano Mendieta, Claudio Lopez e Carboni. Oggi, invece, nel suo Leicester c’è uno che per Ranieri è il Torricelli d’Inghilterra. Si chiama Vardy, e insieme a lui, in rosa, c’è anche un nome che ai più risuonerà noto: Schmeichel (Jr.). E così Ranieri può prendersi il tempo per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: all’Inter, dice, è andato nell’unico periodo in cui la società aveva deciso di vendere i giocatori. E in Grecia, la situazione oggi non è migliore di prima.

Ma il cuore di Ranieri è ancora in Italia: segue il campionato dalla fredda Inghilterra e si augura che lo scudetto lo vinca la Roma. Oppure, una tra Napoli e Fiorentina. Il Napoli, soprattutto, è favorito: perché? Perché sulla panchina c’è un certo Sarri, uno di quegli allenatori che ha fatto la gavetta. E la gavetta è sempre una scuola di vita e di mestiere.