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Maria Sharapova: dopo squalifica per Meldonium, ora sponsor la scomunicano

La tennista Maria Sharapova è stata squalificata per due anni. La pesante accusa di doping costringerà la tennista a non partecipare alle prossime Olimpiadi di Rio. La Sharapova era già stata sospesa dalla federazione internazionale a marzo, inseguito alle sue stesse ammissioni di colpevolezza. La ventinovenne nel corso degli Australian Open, lo scorso gennaio, era stata trovata positiva al Meldonium, un modulatore metabolico. La sentenza porterebbe alla cancellazione dei  risultati ottenuti  allo Slam austaliano, la perdita di premi e dei punti Wta.

La decisione arriva proprio alle porte delle Olimpiadi  di Rio e la tennista proprio non ci sta. La Sharapova farà ricorso, come lei stessa scrive sui social. Infatti il tribunale ha comunque riconosciuto il fatto che la tennista non abbia assunto sostanze dopanti intenzionalmente. Secondo il tribunale, non ha richiesto cure al proprio dottore  allo scopo di ottenere una sostanza dopante. Pertanto la Sharapova è ancora più ostinata a presentare ricorso al Tas (Tribunale arbitrale per  lo sport) per una pena ingiusta. La Sharapova è una delle stelle del tennis internazionale. Nel corso degli ultimi anni i premi e le sponsorizzazioni sono stati tantissimi. Lo scandalo però pesa molto sia sulla sua carriera sportiva che sull’immagine. Molti sponsor infatti immediatamente dopo l’accusa di violazione delle regole anti-doping si sono prontamente allontanati dalla tennista siberiana. La Sharapova continuerà a combattere per cercare di uscire da questa situazione e lotterà, come lei stessa scrive, per essere quanto prima sui campi di tennis. Le accuse parlavano di un uso continuo del Meldonium da parte della tennista, specie durante i tornei, tanto che nel 2015 era stata trovata positiva 5 volte positiva a questo medicinale che all’epoca era ancora consentito. Secondo il tribunale, Maria Sharapova non ha cercato di ottenere dal suo dottore cure dopanti pertanto da quattro anni preannunciati la squalifica è stata ridotta a due. Un piccolo riconoscimento a un comportamento non grave che, però, non sembra aver fermato la macchina delle sanzioni.