Roberto Baggio a Sanremo 2013

15 febbraio 2013 09:190 commenti

Chi è il campione? Cosa vuol dire essere fantasisti? Quali sono i valori rimasti in piedi che possiamo scorgere tra le rovine dell’umanità? Quali punti fermi ci restano?

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Capita raramente di accendere la televisione e trovare qualcosa di interessante. Un pensiero, questo, che si sente spesso tra la gente. L’opinione pubblica, quella che cerca i sensazionalismi e rimane affascinata dal trash, però, sa ancora commuoversi.

Standing Ovation

E il pubblico del momento, quello che ogni sera sta al Festival di Sanremo in giacca e cravatta o abito da sera, ha dedicato una standing ovation a un campione vero.

Si chiama Roberto Baggio. Da Caldogno al mondo intero, il Divin Codino è uno di quei ‘personaggi’ che ricevono luce anche se hanno scelto di restare nell’ombra.

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Uno di quelli che uniscono l’Italia. Un ‘Giuseppe Garibaldi’ del pallone o, se preferite, un signore che ha capito che i veri fuoriclasse  (i marziani del calcio) sono quelli che rimangono umani.

Roberto Baggio è il talento che ha giocato per una vita con una sola gamba. L’altra, nella zona del ginocchio, è sempre stata sofferente, soggetta a infiltrazioni che ora come ora minano l’attività motoria dell’ex giocatore di Vicenza, Fiorentina, Juve, Milan, Bologna, Inter e Brescia.


Visibilmente emozionato, come un bambino al primo giorno di scuola, ieri sera Baggio ha calcato il palco del Festival di Sanremo. Una chiacchierata, la sua con Fabio Fazio, che ha lasciato tutti a bocca aperta. Luciana Littizzetto li ha lasciati soli, pensando che i due parlassero di calcio.

Così non è stato. Baggio ha parlato della sua attività di Ambasciatore della Fao, che da anni lo vede impegnato in opere in favore dei Paesi in via di sviluppo e delle vite meno fortunate.

Qualche capello bianco in più

Ha parlato, con una voce spezzata dall’emozione, di cosa farà ‘da grande’, degli infortuni che potevano bloccarne la carriera, di cosa veramente conta per un uomo come lui, da sempre e per sempre una mosca bianca tra i calciatori di oggi. Lontano dai clichet del ‘velino’ che ha dieci fidanzate, dieci macchine e che ogni giorno fa parlare di sé la stampa, Roberto Baggio ha concluso il suo intervento leggendo una lettera dedicata ai suoi figli e ai giovani (non solo calciatori). Tramite un elenco di parole chiave, con una voce ancora tremolante, Baggio ha voluto fare i suoi auguri a chi si sta affacciando alla vita vera.

Lettera ai giovani

Sacrificio, passione, coraggio. Poi, soltanto dopo (e soltanto mettendoci d’accordo sul reale significato di questa parola) si può parlare di successo. Fatevelo dire da ‘uno che ha solo qualche capello bianco in più’.

Roberto Baggio sul palco del Festival, con la gente che si alza per applaudirlo a lungo. Uno dei momenti più belli di Sanremo 2013.






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