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Si amputa un piede per evitare di dover tornare a lavorare

Storie del genere sembrano davvero assurde. Possono sembrare delle barzellette o dei racconti fittizi tanto che riesce difficile crederci, ma non è così. In Austria un uomo è arrivato a tagliarsi un piede per non ritornare a lavoro. Il cinquantaseienne doveva essere giudicato da una commissione degli uffici del lavoro in Austria e per paura che questi specialisti lo potessero definire di nuovo idoneo a lavorare, l’uomo avrebbe preferito tagliarsi un piede all’altezza della caviglia con una sega elettrica di sua proprietà.
Una volta fatto questo gesto assurdo, egli avrebbe preso il suo piede ormai staccato dal suo sito originale e a grande fatica sarebbe arrivato al forno della cucina e lo avrebbe gettato all’interno dell’elettrodomestico acceso. Questo secondo atto assurdo è dipeso dal fatto che non voleva per nessuna ragione che il piede gli potesse essere ricucito. Così non si farebbe pur di non rinunciare al proprio ozio.

Amputazione di mani e piedi per un errore medico

Tabitha Mullings è una donna di 35 anni residente a Brooklyn. Qualche anno fa, nel 2008 per la precisione, si recò al pronto soccorso della sua città, il Brooklyn Central Hospital, perché accusava dei dolori lancinanti. La donna viene ricoverata ma subito rilasciata con una diagnosi completamente sbagliata che riduceva i suoi sintomi ad un semplice calcolo renale. Tabitha torna a casa, ma il giorno dopo i dolori riprendono e sono molto più acuti. Ritornata in ospedale i medici si accorgono di avere commesso un errore molto grave e di avere liquidato frettolosamente la paziente.
L’errore letale stava nell’aver scambiato un banale calcolo renale con un’infezione che è partita dalle estremità del suo corpo e le ha fatto anche rischiare di perdere un occhio. Purtroppo però era troppo tardi per rimediare e l’unica soluzione restava l’amputazione delle due mani e dei due piedi. Ora la donna, dopo aver fatto causa alla struttura ospedaliera e ai medici ha finalmente ottenuto un risarcimento di 17,9 milioni di dollari. I soldi non le restituiranno i suoi arti ma miglioreranno senza dubbio la vita sua e quella della sua famiglia.