Tag: bambino

bambino

Decenne irlandese trova messaggio in bottiglia dopo 8 anni ed organizza incontro con le ragazze

Otto anni fa due dodicenni canadesi, Claudia e Charleine, durante una vacanza a Grand Vallee, nel Quebec (Canada), scrissero un messaggio in una bottiglia di plastica con il loro indirizzo e-mail per poter essere ricontattate da chiunque lo avesse trovato. Da quel giorno la bottiglia ha fatto il giro dell’Oceano Atlantico, finché qualche settimana fa, Oisin Millea, ragazzo irlandese di 10 anni, mentre giocava sulla spiaggia insieme ai suoi amici, ha ritrovato la bottiglia inviata dalle due ragazze. Il ragazzo, dopo aver superato le prime difficoltà nel tradurre il messaggio scritto in francese, ha provato a contattarle inviando un messaggio all’ indirizzo e-mail ma l’indirizzo scritto sul bigliettino era disattivato. Grazie ad una campagnia televisiva ed al web Oisin è riuscito a contattare le ragazze ed organizzarsi per una videochiamata su Skype.
La compagnia aerea Tourism Ireland ha regalato alle due ragazze, ormai ventenni, un viaggio in Irlanda potendo così far incontrare dal vivo i 3 ragazzi.

Bambino muto torna a parlare dopo 3 anni grazie alla sua gatta Jessi.

Lorcan Dillon, un bambino londinese di 7 anni affetto da mutismo selettivo, ha ricominciato a parlare grazie alla sua amata gattina Jessi. Il ragazzo, che non riesciva né a parlare né ad esprimere qualsiasi tipo di emozione, col tempo si è legato molto alla gatta adottata 2 anni fa dalla famiglia, tanto che si crede che il miracolo sia dovuto proprio all’animale.
Infatti, dopo 3 anni di silenzio i genitori hanno sentito dire al ragazzino “I love you” rivolto alla gatta. Da quel giorno il bambino ha avuto notevoli miglioramenti ed ora non soltanto riesce a parlare ma riesce addirittura a leggere delle favole a Jessi.Il gatto non solo è riuscito a conquistare il cuore del bambino ma ora ha conquistato tutto il mondo e si è trovato sotto tutti i riflettori. Moltissimi media si sono interessati a questo evento ed i principali Network televisivi inglesi hanno invitato la famiglia a raccontare la storia.

Bambino cieco abbandonato sul ciglio della strada

In Cina vi sono ancora molti pregiudizi a proposito della disabilità e di alcune malattie genetiche. Un bambino malato è concepito come un futuro uomo improduttivo e lo stesso è per l’altro sesso, molto spesso, dunque, si assiste a episodi di violenza ingiustificabile. L’altra notte a Porto San Giorgio è stato ritrovato sulla statale adriatica un bambino cinese cieco, abbandonato sul ciglio della strada. Il piccolo, di circa di 4 anni, si trovava da solo al buio ed era smarrito e tremante. Un uomo passandogli accanto si è accorto dell’indifesa creatura a causa dei suoi lamenti.
Al ritrovamento il piccolo, visibilmente scosso, aveva un aspetto ben curato: vestiti puliti e stirati, capelli ordinati, unghie pulite e in mano aveva un ovetto di cioccolato. L’uomo, Ivan Palazzon lo ha subito portato in ospedale. Là i medici hanno dedotto la sua età, 4 anni. Il piccolo ha un occhio di vetro e si è cercato di capire se sia stato impiantato in Italia oppure no. Inoltre sono scattate le ricerche dei genitori e di chi possa aver abbandonato il minore.

Gabriel, senza piedi, ma campione a calcio

Gabriel ha solo 11 anni, ma è un asso nel calcio. A questo punto ci si chiederà cosa c’è di strano visto che molti bambini a quell’età mostrano già un gran talento in questo sport, ebbene Gabriel è un bambino speciale perché non ha i piedi ma è un campione nello scartare gli avversari e nel palleggiare. Il piccolo portento proviene dal Brasile ed è stato notato da una delle squadre più forti del mondo attualmente, il Barcellona.
Questo speciale calciatore si è allenato per 3 giorni nella squadra di calcio che hail Barcellona a Rio De Janeiro. Gabriel oltre ad avere una gran talento nel calcio svolge tutte le attività di un normale ragazzo della sua età: va in bicicletta e pratica la nota danza-lotta brasiliana, la capoeira. La notizia di questo prodigioso bambino ha fatto il giro del mondo e le immagini di quando si allena hanno suscitato stupore e meraviglia miste a commozione.

Fred ha 3 anni e non riesce a sudare. Deve essere raffreddato con i ventilatori

Il piccolo Fred James è affetta da una rarissima patologia che gli impedisce di sudare. Il piccolo ha solo 3 anni e deve combattere con una malattia davvero molto complicata da gestire. Tutti sanno quanto è importante il sudore nell’uomo perché aiuta l’organismo ad espellere le tossine e le sostanze di scarto, inoltre quando la temperatura aumenta il corpo reagisce raffreddandolo con il sudore in modo da farla ritornare nella norma. Fred invece non possiede questo naturale meccanismo di autodifesa e i genitori devono raffreddarlo artificialmente utilizzando, cioè, acqua e ventilatori.
Quando la sua temperatura corporea, però, diventa troppo alta il piccolo reagisce con delle convulsioni. Purtroppo per ora non si sa molto su questa patologia ed infatti i sintomi che permettono di riconoscerla sembrano essere soltanto una certa lentezza nella crescita dei denti da latte. I genitori sperano che in un futuro si possa trovare una cura a questa malattia dato che è praticamente impossibile non sudare.

Bottiglia con messaggio segreto, trovato il mittente misterioso

Trovare una bottiglia con un misterioso messaggio all’interno non è solo una nota storia per bambini , ma è un qualcosa che può accadere anche nella realtà, una romantica e disincantata realtà, come quella di un bambino. Ebbene Justin Shephard era con il padre, nel Vermont quando nota nel fiume una bottiglia ed un messaggio all’interno. Nonostante l’umidità, l’uomo riesce a leggere la scritta sbiadita e la firma finale. Si arma di computer e internet e parte con la ricerca del mittente misterioso. Lo trova, si tratta di Sean Keown, un quarantenne con una bambina di tre anni, che più di 35 anni fa aveva fatto un gioco con un suo amico.
Il gioco consisteva nello scrivere dei messaggi e nell’inserirli in una bottiglia da lanciare, poi, in un fiume. I bambini avrebbero dato una ricompensa a chi le avrebbe trovate. Ora quella ricompensa corrisponderebbe ad una merendina o una bibita. Quando i due uomini si sono incontrati, il lieto episodio ha fatto si che il mittente di quello strano gioco voglia ugualmente sdebitarsi in qualche modo.

Il bambino allattato da un cane

In alcuni paesi del cosiddetto “terzo mondo” la condizioni di vita di milioni di bambini sono davvero molto critiche. Una buona percentuale di essi soffre la fame e vive di espedienti, procurandosi il cibo nei modi più disparati. Proprio a questo proposito arriva una notizia dall’India, ovvero che un bambino di sei anni ha cominciato ad essere nutrito da una cagnolina e a combattere, in questo modo, la fame.
Il piccolo è orfano di padre e sua madre spesso non riesce a sfamare lui e i suoi fratelli così, un giorno, mentre giocava con una cagnolina, l’ha presa per le zampe posteriori e ha cominciato a succhiare il latte dalle sue mammelle. In un primo momento, la mamma, che aveva assistito alla scena, scioccata lo aveva portato via, ma in seguito non gliel’ha impedito, consapevole del fatto che la fame può spingere a fare qualsiasi cosa e l’impedirglielo non avrebbe assolutamente garantito che il figlio avrebbe obbedito.

L’uomo dalla doppia vita: di giorno adulto e di notte bambino

Esistono delle malattie che stanno al limite tra realtà e finzione. La linea che divide queste due dimensioni è davvero molto sottile e non si sa mai fino a che punto si tratta di storie vere e quando inizia l’invenzione. La stria di Stanley Thornron ha davvero dell’inverosimile. L’uomo, di 31 anni, ha una sorta di doppia identità, ovvero vive in due dimensioni diverse. di giorno è un uomo comune, come c’è ne sono tanti tra lavoro e affari vari, di notte si trasforma in un bambino con tanto di pigiamino e giocattoli. Non si sa ancora con certezza quale sia la patologia che affligge Stanley, qualcuno parla di una patologia di tipo psichico altri invece che si tratti “semplicemente” di feticismo.
Lo stesso Stanley ha affermato che questa sua regressione serale e notturna all’età infantile gli serve a combattere lo stress. La madre dell’uomo è stata intervistata dalla CNN alla quale ha raccontato che i primi segni di questa malattia sono stati avvertiti quando aveva poco più di 10 anni, subito dopo essere stato oggetto di abusi.

Il bambino con un tumore di 15 chili, operato a soli due anni

Spesso si pensa che mali come i tumori possono colpire soltanto gli adulti, ma il fenomeno è molto diffuso, purtroppo, anche tra i bambini e addirittura, in alcuni casi, il cancro può presentarsi anche nei neonati. Ciò è accaduto al piccolo Jesus Rodriguez che, appena nato presentava un corpo estraneo che gli ricopriva tutto il lato destro del corpo, dall’ascella al fianco. Quando Jesus, originario di Durango, è nato pesava tantissimo, ma tutto il peso era dovuto al corpo estraneo che da solo arrivava a 11 chili.
All’età di due anni, il tumore è cresciuto fino a pesare 15 chili e così i medici messicani hanno ritenuto opportuno operare il bambino per contrastare l’ulteriore crescita del corpo estraneo. Il dottor Gustavo Hernandez si è occupato dell’operazione di asportazione della massa tumorale. L’intervento è durato circa 10 ore ma per fortuna tutto è andato per il verso giusto. Il tumore è stato asportato e ora il bambino sta riprendendosi.

Bambino nato senza occhi: i genitori sperano nell’occhio artificiale

Un bimbo nato senza occhi è un dolore immenso per i suoi genitori che non possono smettere di sperare che il progresso nell’ambito della medicina possa salvare la vita del loro piccolo figlio. In Cina, nella regione dello Xinjiang, è nato il piccolo Marwanijun con una gravissima malformazione agli occhi. Il bambino è cieco perché i suoi occhi sono completamente coperti da uno strato di pelle, una sorta di palpebra chiusa in maniera permanente. I medici hanno preso a cuore il caso del piccolo e hanno tentato di scoprire l’entità della sua patologia.
Essi hanno scoperto che puntando una torcia in uno dei due occhi il bambino riesce a vederla attraverso lo strato di pelle, tanto è che ci gioca e la indica. Il piccolo dunque vede ma il suo occhio è troppo sensibile per poter essere “liberato” da quella palpebra sempre calata. Sembra, infatti, che il cristallino non si sia formato e dunque una possibile operazione non migliorerebbe la sua situazione. Ora si spera nell’applicazione di un occhio artificiale che però potrà essere inserito soltanto quando il bambino avrà compiuto 16 anni.

Papà infila il figlio nella lavatrice, tragedia sfiorata

A volte delle comunissime giornate passate svolgendo le attività più innocue possibili possono sfiorare delle tragedie. Chi potrebbe mai credere che andare in lavanderia con il proprio figlio potesse diventare pericoloso? Ebbene in Inghilterra un bambino è finito in una lavatrice mentre era con i genitori in una lavanderia a gettoni. Il loro era un semplice gioco tra le tante lavatrici del posto. Il padre, ad un certo punto, “carica” il figlio in un oblo ed improvvisamente lo sportello si chiude mettendo automaticamente in funzione la lavatrice.
I genitori si accorgono che l’apparecchio sta per partire e il panico li assale: il padre corre a chiamare coloro che gestiscono la lavanderia per tentare di sapere se c’è un modo per arrestare l’aggeggio infernale, mentre la mamma fa di tutto per liberarlo. Per fortuna è bastato togliere la spina alla lavatrice per arrestarla e far uscire il piccolo. Il bambino sta bene e ha riportato solo qualche lieve graffio.

Il bambino che si ferisce con le carezze

In tutto il mondo esistono tante malattie crudeli, spesso, sconosciute. Alcune di queste affliggono numerosi bambini e la cosa viene vissuta come una vera e propria ingiustizia. Vedere un bambino soffrire è probabilmente una delle cose peggiori della vita, figurarsi per i genitori. Il piccolo Piotr ha avuto la sfortuna di nascere con una patologia rara che non gli permette di essere amato e coccolato dalla propria mamma come tanti bambini. Piotr, infatti, non può ricevere neanche una carezza a causa di una epidermolisi bollosa distrofica, una malattia della pelle che colpisce appena tre persone su 100 mila. La pelle del bambino è delicata come quella di una farfalla tanto che il piccolo Piotr non può né toccarsi da solo, né essere toccato dalla mamma o da chiunque altro.
La sua pelle è così fragile che anche il solo stare sul letto o essere preso in braccio può procurargli delle ferite e, ovviamente del dolore. Purtroppo le possibili cure a cui il bambino può essere sottoposto per migliorare le sue condizioni di salute sono troppo costose e l’Università di Friburgo non ha ancora una disponibilità economica tale da acquistare i macchinari necessari per i trattamenti.

Il bambino con le zampe da elefante

Il piccolo Vincent Oketch ha una rara patologia che ha reso e continua a rendere difficile la sua vita. Il bimbo, che vive in Uganda, è conosciuto come il “bambino con le gambe da elefante”. Ebbene questo antipatico nomignolo è dovuto al fatto che il piccolo, di appena 10 anni, ha delle gambe davvero sproporzionate per il suo corpicino di bambino. Questa sproporzione sarebbe dovuta ad una malattia rara che ha colpito Vincent dalla nascita e che già a pochi mesi si manifestava con un gonfiore alle caviglie che via via è cresciuto. Ora, a 10 anni, Vincent ha entrambe le caviglie rotte e l’anca lussata. Non può camminare e tanto meno indossare pantaloni o pantaloncini. Spesso è costretto a mettere degli indumenti femminili come delle gonne e ciò è un ulteriore motivo di tristezza per il piccolo, che si sente ancor più emarginato.
L’unico modo per salvare il bambino sarebbe l’amputazione di entrambi gli arti inferiori, ma sembra che in Uganda questo tipo di intervento non sia consentito, così i medici locali, in particolare il dottor Isaac Osire, direttore dell’EDYAC, hanno chiesto aiuto ad alcuni esperti inglesi per evitare la perdita delle gambe di Vincent.

Il bambino che uccide il padre per una Playstation

Molti ragazzi appartenenti alle nuove generazioni sono troppo legati al mondo dei videogiochi, di internet e della televisione. E ciò, in qualche modo, condiziona la crescita di questi ragazzi che vivono quasi in un mondo alternativo e spesso non si rendono conto del vero mondo in cui vivono, certo, non bisogna generalizzare, ma monte situazioni riportano proprio a questa visione dei fatti. Una notizia degli ultimi giorni, infatti, riporta una storia che ha dell’assurdo. Un bambino di 4 anni avrebbe sparato il padre perché, quest’ultimo si era rifiutato di regalargli la Playstation.
Questa vicenda così inverosimile è accaduta in Arabia Saudita e la riporta il giornale locale Asharq. La pistola impugnata dal bambino era del padre stesso, un vigilante, che nello spogliarsi l’aveva riposta su un mobile. Appena il bambino sente che il padre non gli aveva portato ciò che desiderava così tanto, l’ha impugnata, l’ha rivolta verso il genitore e ha sparato, uccidendolo.

Il bambino che vende limonate per curare il padre malato di cancro

In molti credono che i bambini vivano in un mondo tutto loro e che non siano capaci di capire ciò che li circonda, ma la storia del piccolo Drew Cox mostra quanto, invece, i più piccoli siano assolutamente in grado di percepire i disagi che li circondano e di reagire di conseguenza. Drew Cox è un bambino di 6 anni del Texas. Da qualche tempo suo padre ha scoperto di avere una rara forma di cancro e che deve sottoporsi a sofisticati esami e cure mediche per cercare di debellare il suo male. Così, il piccolo Drew ha allestito, fuori casa sua, un piccolo banchetto in cui preparare limonate a soli 25 centesimi. Accanto a lui si poteva ammirare un cartello in cui era scritto “per favore aiutate il mio papà”. In un solo giorno Drew è riuscito a tirare su ben 10 mila dollari grazie alla gente del quartiere che subito è intervenuta alla richiesta di aiuto. Drew si è reso conto, nonostante la sua età, che in famiglia c’era bisogno di un auto economico e con i suoi minimi mezzi ha voluto contribuire.
Prima di lui Alex Scott, una bambina malata di tumore dalla sua nascita, aveva usato lo stesso metodo per finanziare la ricerca. Ma nel 2008 il male l’ha portata via. Nonostante ciò i suoi genitori hanno portato avanti la sua idea e hanno fondato l’associazione “Alex’s Lemonade Stand for Chilwood Cancer”.

Scuola cattolica licenzia insegnante perché incinta ma non sposata

Un’insegnante di 32 anni ha perso il suo lavoro perché incinta. L’episodio è accaduto negli Stati Uniti, precisamente nello stato del Cincinnati, e non è un “semplice” licenziamento dovuto ad una gravidanza come purtroppo spesso accade. Il fatto che la donna, Christa Dias, un’insegnante di informatica, fosse incita non rappresentava un problema. Il problema, è infatti, subentrato quando si è diffusa la voce che Christa non fosse sposata e che il bambino in arrivo era frutto di un’inseminazione artificiale.
L’istituto cattolico nel quale insegnava ha reputato la donna immorale e l’arcidiocesi alla quale la scuola si era rivolta ha fatto sapere tramite un portavoce che i genitori che mandano i propri figli in una scuola cattolica si aspettano che essi vivano in un contesto che riflette a pieno la dottrina morale cattolica, di conseguenza anche coloro che lavorano nelle strutture in questione devono seguire, o quanto meno rispettare, questo tipo di pensiero. La vicenda è accaduta nel 2010 e ora Christa chiede un risarcimento alla scuola.

Aaron, il bambino dal cuore difettoso: smette di battere periodicamente

Chi l’ha detto che si muore una volta sola? Un bambino di tre anni originario dell’Inghilterra è l’eccezione alla regola, o meglio alla natura. Aaron Sweeney, questo è il nome del bambino, è affetto da una malattia rara che ha commosso tutto il mondo. Il piccolo presenta una malformazione molto rara al cuore che provoca un battito irregolare. In alcuni casi, il cuore del piccolo Aaron arriva addirittura a fermarsi e non per pochi secondi. Una volta, infatti, il cuore di Aaron ha smesso di battere per ben 7 minuti.
Ciò avviene, non sporadicamente, ma per ben cinque volte all’anno, circa una volta ogni tre mesi. La madre del piccolo Jolaine Clark, per precauzione, porta con sé un defibrillatore perché il cuore del suo figlioletto potrebbe smettere di battere in qualsiasi momento. Il bambino, ovviamente, non può avere una vita come quella di tutti i suoi coetanei. Non può fare sforzi come correre, giocare e addirittura non può frequentare la scuola.

Bambino di otto anni fuma più di 25 sigarette al giorno

Ilham è un bambino di otto anni con un vizio tipico di un uomo adulto, il fumo. Sembra che il bambino, che vive a Sukabumi in Indonesia, abbia iniziato a fumare all’incirca verso i quattro anni e da allora ad oggi abbia incrementato così tanto l’utilizzo di sigarette da arrivare a fumarne ben 25 al giorno. In uno stato di povertà dilagante, l’un terzo della popolazione indonesiana ha il vizio del fumo e l’acquisto di tabacco è secondo soltanto ai generi alimentari nell’elenco degli acquisti degli indonesiani.
Ilham acquista ogni giorno le sue sigarette con i soldi che gli da la mamma. Quest’ultima racconta che se impedisce al figlio di fumare viene preso da veri e propri attacchi di rabbia, uno dei quali lo ha portato a fracassare i vetri di ben 5 finestre. Secondo alcuni esperti che si sono interessati al caso di Ilham, ma come questo ragazzo ce ne sono tanti altri, la responsabilità è del governo indonesiano che non ha tutelato e non tutela, tuttora, i minori, introducendo delle norme che impediscono la vendita di tabacco ai minori.

Il bambino dai capelli più lunghi del mondo ha deciso di tagliare la folta chioma e devolvere il ricavato in beneficenza.

Rean Carter ha 5 anni e da quando è nato non ha mai tagliato i capelli. La madre non ha mai sopportato di dover tagliare i capelli del piccolo e in pochi anni, cinque per l’appunto, essi sono cresciuti fino ad arrivargli al sedere. Sono di una straordinaria bellezza: biondi e mossi, ma da qualche tempo Rean si sta ribellando e ha chiesto alla mamma di tagliarglieli. Il motivo di questa richiesta, che non si era mai presentata fino a questo momento tanto è vero che quei capelli erano amati dallo stesso bambino, è probabilmente causata dai ripetuti sfottò e prese in giro che il bambino deve subire a scuola.
Rean racconta infatti che i maschietti lo escludono dai giochi maschili e lo chiamano femminuccia. Anche se dispiaciuta la madre non potrà imporre la sua volontà al bambino ma agire perché il piccolo possa essere integrato tra i suoi coetanei. I soldi ricavati dal taglio dei capelli saranno devoluti in beneficenza.

Denunciato un operatore di un call center per aver detto ad un bambino che babbo natale non esiste

Un uomo di 36 anni, impiegato come centralinista in un call center di un’importante azienda telefonica, era alle prese con le sue telefonate di lavoro quando chiamò presso l’abitazione di una famiglia di Como con l’intenzione di illustrare la sua offerta. Al telefono, però, rispose un bambino di tre anni, il quale data la sua età, ala richiesta dell’operatore di passargli la mamma o il papà rimane immobile. È stato forse, questo temporeggiare del bambino che ha fatto perdere la pazienza al centralinista che ha esclamato “sto venendo a prenderti” e ancora “babbo natale non esiste e la befana è la tua mamma”.
Intanto era scattata la segreteria telefonica per cui i genitori hanno potuto registrare e riascoltare le parole dell’uomo. I genitori del bambino hanno denunciato l’operatore alle autorità di Como per molestie a mezzo di telefono e hanno allegato alla pratica anche la prova schiacciante della registrazione. La vicenda è accaduta il 26 gennaio scorso ma è stato proprio in questi giorni che si è riusciti a risalire all’autore della telefonata.