Accuse pesanti dal Senato a Apple: avrebbe eluso le tasse per 74 miliardi

21 maggio 2013 18:560 commenti

CHINA-HONG KONG-APPLE STORE-OPEN-PREPARATIONS (CN)

Apple avrebbe eluso le tasse per 74 miliardi di dollari, tra il 2009 e il 2012. E’ l’accusa della commissione parlamentare creata dal Senato degli Stati Uniti al fine di indagare sulle aziende che sfruttano i paradisi fiscali e altri mezzi in maniera tale da eludere il pagamento della tasse.

Stando ai dati raccolti nel corso dell’inchiesta, la società informatica di Cupertino ha messo in piedi diversi “escamotages” al fine di non versare le tasse al governo Usa.

In primo luogo Apple avrebbe trasferito parte dei suoi profitti in paradisi offshore. Successivamente avrebbe anche creato delle “finte” filiali all’estero, in Paesi dove la pressione fiscale è minore rispetto agli Usa.


Ad esempio, negli ultimi anni Apple ha aperto alcune filiali in Irlanda. In teoria, l’azienda avrebbe dovuto pagare le tasse come le altre aziende lì residenti.

Nello specifico, tuttavia, non è stato così. In base alla legge irlandese, infatti, un’azienda è reputata residente nel Paese (e dunque è tenuta a pagare le tasse come le altre) solo se è gestita in loco. Queste filiali di Apple, invece, sono gestite direttamente dalla sede centrale, in California. Non hanno nessun dipendente in Irlanda, sono “vere” solo di nome.

In questa maniera, è come se la filiale non stesse in nessun luogo dal punto di vista della residenza(non in Usa, non in Irlanda) e dunque non paga le tasse in nessun luogo (o le paga meno, come un’azienda non residente). Lo stesso meccanismo è stato messo in atto in altri Paesi del mondo, le cui leggi lasciano spazio a questo tipo di trucchi. Si tratta di meccanismi legali, ma certo non onesti.






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