Apple censura l’app porno Vine ai minorenni

8 febbraio 2013 11:560 commenti

Di recente è nata l’applicazione Vine, un dispositivo pensato per invogliare gli utenti che bazzicano su Twitter a condividere video registrati sul proprio smartphone comodamente, così da farli vedere ai propri follower.

Fino a qui niente di male, al punto che Vine è passato in rassegna come “Instagram dei video”.

Ai tradizionali 140 caratteri del tweet si può aggiungere un video di sei secondi. Il tutto senza filtri, senza tag per i contenuti.

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Un limite, quest’ultimo, che ad esempio non indica se un video è adatto soltanto ad un pubblico adulto.

Così, nel corso del tempo sono stati pubblicati molti video porno, che passati inosservati alla privacy venivano pubblicati su Twitter e Facebook.

Ad intervenire nella vicenda è stata in primo luogo Apple, minacciandoo di togliere Vine dall’App Store, qualoa non fosse stata soggetta a modifiche immediate.

Vine ha risposto con il lancio della versione 1.0.5: questo aggiornamento si differenzia dalla versione originale informando gli utenti del limite di età richiesto per l’accesso al download dell’app, così da ‘giustificare’ la presenza di materiale per soli adulti.

Ora su Vine è possibile segnalare contenuti o profili offensivi, nonché la possibilità di bloccare un utente. Gli ideatori, ingenuamente, non avevano immaginato che tale opzione avrebbe potuto essere usata per bloccare video pornografici.

 

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