Bannato da Facebook dopo aver hackerato il profilo di Zuckerberg

20 agosto 2013 12:480 commenti

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Tutto parte dalla volontà di correggere un errore. Dopo essersi accorto di una falla sul sito di Facebook, Khalil Shreateh avrebbe gradito un riconoscimento per il suo lavoro di ricerca e il pagamento della taglia standard per chi contribuisce a migliorare la sicurezza del social network. Invece, il ‘nerd’ palestinese si è guadagnato solo un ban temporaneo sul network e l’accusa di aver violato la privacy dei suoi utenti, arrivando fino al profilo di Mark Zuckerberg in persona.


Shreateh ha descritto i dettagli della vulnerabilità di facebook sul suo blog e in un video tutorial su YouTube, spiegando come sia possibile usare il baco per postare un’immagine sul diario di un utente di Facebook anche se non si è nella lista degli “amici” del suddetto utente. Il baco è stato poi corretto mediante l’apposito servizio che coinvolge i ricercatori “white hat”, dove ogni bug verificato porta almeno 500 dollari nelle tasche del ricercatore che ne denuncia l’esistenza. Non in quelle di Shreateh però.

Anzi, le cose sono andate diversamente. Secondo Facebook, Shreateh si è comportato in un modo “non accettabile” per un cappello bianco dal momento che ha violato i termini di servizio della politica di disclosure invadendo la privacy di Mark Zuckerberg. Invece dei 500 dollari sperati – e ancor più desiderati considerando lo stato di disoccupazione in cui si trova al momento questo signore palestinese – Shreateh si è beccato un ban temporaneo del suo account personale e nient’altro.

 






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