Cec Pac fallisce, per voi Pec Gratis (forse)

Era la primavera del 2010 quando, l’allora ministro della Funzione pubblica e dell’innovazione Renato Brunetta, presentò con entusiasmo la Cec Pac, ovvero la Pec per il cittadino definendola senza mezzi termini “la migliore riforma italiana dal dopoguerra ad oggi”.

A posteriori possiamo dire con certezza che Brunetta aveva toppato alla grande. Il sistema infatti non è mai decollato e anzi è costato allo Stato una cifra immensa non resa nota. Le solite cose all’italiana verrebbe da dire.

CARTELLE EQUITALIA VIA PEC

Ma basti pensare che, sopprimendo la Cec Pac si risparmieranno circa 19 milioni di euro (che saranno nel futuro immediato investiti in nuovi servizi per cittadini ed imprese) per avere un’idea di quanto fino ad oggi è stato sperperato in questa riforma digitale fallimentare. Un flop innegabile guardando ai numeri: appena 2 milioni di cittadini italiani hanno fatto richiesta per l’assegnazione di un indirizzo di Cec Pac, e di questi solo poco più di un milione ha poi effettivamente attivato tale indirizzo. Ma infine solo il 20% lo ha effettivamente utilizzato per trasmettere più di una comunicazione alla PA.

La soppressione della Cec Pac sarà graduale ma inesorabile: da ieri, 18 dicembre 2014, non sono già più concessi nuovi indirizzi. Dal 18 marzo del 2015 invece i cittadini potranno richiedere, almeno così pare, una casella Pec gratuita per gestire i rapporti ufficiali con la PA. La PEC andrà richiesta all’Agenzia per l’Italia Digitale scrivendo all’indirizzo richiestapecagid.gov.it. Ma i dubbi restano: al momento infatti dall’Agenzia fanno sapere che non sono ancora chiare le modalità con cui sarà riconosciuto l’accesso alla PEC gratuita. Probabilmente ci sarà un bando di gara per gestire le richieste. Unica nota positiva che può emergere da questo spreco di soldi: la volontà di archiviazione del Governo può essere letta come una prova di cambiamento di mentalità che fa ben sperare per il futuro, digitale e non solo, dell’Italia.

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