Così Apple non paga le tasse

29 gennaio 2013 23:240 commenti

Apple non paga le tasse, lo dice il Dipartimento del Tesoro e il New York Times gli fa eco. La questione tiene banco già da qualche mese alla voce “evasioni legalizzate”.

Volendo fare un esempio, in Gran Bretagna, imprese come Apple, Google, Amazon e Starbucks pagano pochissime imposte grazie alle scappatoie fornite dal governo, che però promette di correggere presto il tiro.

Adesso, però, Apple è anche nel mirino degli Stati Uniti.

L’inchiesta

Sembra che il New York Times stia indagando già da tempo sulla faccenda. La Apple ha sede in California ma ha spostato in Nevada la sua sede legale.

Con questo escamotage l’azienda fondata da Steve Jobs risparmia milioni di dollari ogni anno di imposte.

Aliquote

In California l’aliquota è dell’8,8%. E in Nevada? Dello zero per cento!


Sedi sussidiarie nei paradisi fiscali

Con lo stesso procedimento, Apple ha generato filiali in Irlanda, Olanda, Lussemburgo, Isole Vergini britanniche, con il solo obiettivo di versare meno tasse. L’inchiesta condotta dal giornale americano rileva che Apple è riuscita ottimamente nel suo intento.

Metodo Apple

Nel 2012 oltre a guadagnare oltre 34 miliardi di dollari, Apple ha risparmiato versando 2 miliardi e 400 milioni di tasse. Lo dice il dipartimento del Tesoro americano, che segnala un’aliquota del 9,8 per cento.

 

Per fare un paragone, Wal-Mart, gigante del commercio al dettaglio Usa, nello stesso anno ha pagato 5 miliardi e 900 milioni di dollari di tasse a fronte di 24 miliardi e 400 milioni di fatturato, con un’aliquota del 24 per cento.

 

Il trucco? Avere i commercialisti e gli avvocati migliori sulla piazza fa risparmiare un bel po’ di soldi detraendoli allo stato.






Tags:

Lascia una risposta