Gli ultimi successi di Apple, la rincorsa di Samsung e le grandi novità in arrivo dal mercato asiatico

7 gennaio 2014 22:030 commentiDi:

CHINA-HONG KONG-APPLE STORE-OPEN-PREPARATIONS (CN)

Anche il 2013 è stato un anno di grandi successi per l’azienda di Cupertino, la Apple, che si è confermata leader di mercato in numerosi settori delle nuove tecnologie. Anzi, sotto alcuni aspetti il 2013 è stato un vero anno da record, almeno a giudicare dalle vendite che i genietti della Mela sono riusciti a piazzare in tutti e cinque i continenti nei dodici mesi appena passati.

Ma l’enorme fatturato della società non è dovuto solo ai suoi mitici iPhone e agli altri device tecnologici che il marchio produce. Il brand ideato da Steve Jobs si è rivelato leader di settore anche in merito a software e contenuti venduti online. L’azienda di Cupertino ha infatti annunciato oggi in un comunicato che solo nel corso del 2013 ha venduto attraverso il suo App Store qualcosa come 10 miliardi di dollari di applicazioni, un vero e proprio record anche per l’azienda che alle cifre senza paragoni ha ormai fatto l’abitudine.

L’App Store di Apple segna un nuovo record nelle vendite nel corso del 2013

Particolarmente positivo, inoltre, per la Apple, si è rivelato il mese di dicembre 2013, in cui, con la complicità delle festività natalizie un po’ in tutto il globo, le vendite hanno subito una impennata, arrivando a segnare 1 miliardo di fatturato, con un totale, però, di 3 miliardi di applicazioni vendute in soli 31 giorni.

Insomma, almeno a livello statistico, il mese di dicembre 2013 è stato, fino ad oggi, il mese migliore di sempre vissuto dall’App Store, indipendentemente dal fatto che nel mondo impazzino – o meno – ancora i retaggi della crisi economica.

A consacrare i successi di casa Apple nel mese di dicembre 2013, a quanto pare, secondo fonti diffuse dall’azienda stessa, hanno contribuito applicazioni irresistibili come Candy Crush Saga, Puzzles & Dragons, Minecraft, QuizUp e Clumsy Ninja, opera di sviluppatori internazionali.

E, forte del successo conseguito, il senior vice president di Apple, Eddie Clue, che gestisce il ramo Software Internet e Servizi, ha subito rincarato la dose, anticipando che anche per il 2014 se ne aspettano delle belle. Ma per il momento sui prodotti e le app che vedranno la luce nel corso di quest’anno c’è la massima segretezza.

Del resto l’App Store oggi si presenta come uno store veramente globale, che, con il suo milione e oltre di app a disposizione degli utilizzatori di iPhone, iPad e iPod touch serve oltre 115 paesi nel mondo. Lo store di Apple ha visto la luce nel 2008 e da allora ha riversato nelle tasche degli sviluppatori cifre per circa 15 miliardi di dollari, anche se il grosso del business si è concentrato soprattutto negli ultimi due anni.

Il modello di business applicato è molto semplice. Sullo store di Apple è possibile trovare sia app prodotte in proprio, sia quelle offerte da privati, sui quali l’azienda percepisce una commissione del 30 per cento. Ma la vera forza, come è noto, sta non tanto nelle commissioni, ma nell’aver raggiunto una massa critica.

La partita natalizia del 2013, quindi, tra l’azienda di Cupertino e la rivale sudcoreana, Samsung, che quest’anno ha dato pure del filo da torcere ad Apple, si è chiusa con una vittoria schiacciante della Mela. Samsung, inoltre, a dir la verità, nell’ultimo trimestre del 2013 ha dovuto fare i conti con più di una pressione a livello internazionale.

Samsung soffre la concorrenza dei nuovi iPhone e degli smartphone cinesi

Proprio negli ultimi mesi, infatti, gli utili del gruppo sudcoreano hanno subito un improvviso calo, cosa che non si verificava almeno da nove trimestri consecutivi, tanto che per il quarto trimestre del 2013 la società si aspetta un utile operativo di appena 7,8 miliardi di dollari, in calo rispetto sia agli eccezionali valori registrati nel trimestre precedente, sia rispetto a quelli che è stato possibile rilevare un anno fa.

Ma cosa può avere influito così tanto sulle vendite del gruppo Samsung, oltretutto in un periodo in cui la tecnologia fa la parte del leone? Secondo alcune analisi la riduzione deve essere stata generata dalla congiuntura di due fattori particolari, come l’uscita sul mercato dei nuovi iPhone di Apple, che hanno conquistato le fasce più alte del mercato e la concorrenza degli smartphone cinesi, che parimenti sono stati in grado di ritagliarsi un’ampia fetta di consumatori.

Il modello di spicco del gruppo coreano, quindi, il Samsung Galaxy S4, ha subito un calo nelle vendite al momento dell’introduzione dei nuovi iPhone 5s e 5c e ha subito la pressione degli economici prodotti cinesi, che a parità di qualità si acquistano anche a 100 euro. Ma sono soprattutto i numeri a dire come può evolversi una situazione: pensate infatti che Galaxy S4 ha venduto in tutto nel quarto trimestre 13 milioni di device, mentre i nuovi iPhone, venduti solo nel primo week-end di uscita sono stati 9 milioni.

Sembra quindi che la multinazionale sudcoreana stia ora puntando verso altre strade per il futuro. Si va sempre di più verso una smaterializzazione delle forme, con display che diventano pieghevoli e schermi che si fanno ricurvi.

Ma mentre le aziende produttrici di smartphone – e di iPhone – si danno già battaglia in Cina, subendo a volte anche i colpi violenti di un mercato molto aggressivo sotto il profilo dei prezzi, si apre proprio in questo periodo, nel continente asiatico, un nuovo terreno di scontro per le multinazionali della tecnologia.

La Cina apre alle console: Sony, Microsoft e Nintendo pronte ad aggredire il mercato

Il 2014 si prospetta infatti veramente infuocato in oriente per almeno tre colossi della tecnologia mondiale. Microsoft, Sony e Nintendo potranno infatti per la prima volta aggredire il mercato cinese con le loro console per il gaming, da 14 anni a questa parte letteralmente bandite dall’economica di Pechino e rimpiazzate da prodotti made in China – insieme anche ad un nutrito gruppo di dispositivi di contrabbando .

Quella cinese è dunque una svolta epocale, che potrebbe offrire un assist milionario alle aziende che sapranno sfruttare il favore del momento. L’annuncio dello sdoganamento era stato dato già un anno fa. Ma solo ora è arrivata la conferma ufficiale, che sembra aver in qualche modo superato quella diffidenza nei confronti delle console occidentali cui nel 2000 era stata imputata un’accusa terribile e vecchia almeno quanto l’uomo: quella di “corrompere i giovani“.

Playstation, Xbox e Wii potranno così finalmente circolare anche a Pechino sotto luce del sole. Un fatto veramente curioso, se si pensa che quasi tutta la componentistica che anima le desiderate console è stata in questi anni fabbricata proprio in Cina.

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