I lavoratori possono parlare male del capo su Facebook e Twitter

22 gennaio 2013 21:590 commenti

Strano ma vero. I dipendenti possono parlare male del proprio datore di lavoro sui social network.

In altri termini, i lavoratori hanno pienamente il diritto di esprimersi su Facebook e su Twitter, tranquillamente e senza alcun timore di subire la conseguente perdita del loro posto di lavoro. Non devono neanche aver paura per il loro stipendio anche se a fare le spese dei loro commenti potrebbe essere il loro capo.

Parlare male del capo


Così, in un periodo in cui le aziende cercano sempre di impedire ai dipendenti l’utilizzo dei social network, mettendo a punto in alcuni casi anche dei codici di condotta, le autorità federali americane combattono fiancheggiando i lavoratori. Come? Le autorità considerano illegali le ‘restrizioni’ e i paletti messi dalle aziende sui social media.

America

In particolar modo, la National Labor Relations Board, come riportato oggi dal New York Times, ha anche richiesto che alcuni lavoratori i quali avevano perso il posto a causa dei loro post online fossero riassunti dalle loro aziende. Una mossa da autentici temerari, atta a far rispettare alcuni diritti ritenuti basilari nella condotta lavorativa. Come a dire che il rispetto deve provenire da ambo le parti.

La libertà di parola, dunque, è anche libertà digitale di parola. Un pò di buon senso, comunque, non guasta in questi casi.






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