La marijuana aiuta gli scienziati

Marijuana si o Marijuana no? Ormai è un quesito di natura amletica, che entra di diritto anche nelle discussioni di natura scientifica. La domanda è: fumare Marijuana aiuta i programmatori a sviluppare le applicazioni? 

Quelle che gli ingegneri sviluppano quotidianamente sono fatte di dati, numeri, codici, parametri e istituzioni. Ognuno di questi elementi deve incastrarsi alla perfezione così che il programma funzioni e non si interrompa per un imprevisto. Per lavorarci occorre essere concentrati e lucidi.

Ebbene, l’uso di sostanze psicotrope può portare dei vantaggi agli sviluppatori di applicazioni.

Qualcuno dice no, ma la quantità dei pareri positivi è superiore. Un programmatore scrive:

“La Marijuana mi aiuta quando devo cercare approcci differenti per risolvere problemi complessi. Utilizzare la sostanza mi permette di analizzare più profondamente le circostanze, e avere più elementi per arrivare ad una soluzione quando l’effetto finisce”.

Altri gli fanno eco:

“Con la marijuana riesco a vedere tutto più chiaro quando mi capita di avere il ‘blocco del programmatore’, simile a quello che tormenta gli scrittori. Riesco a visualizzare il funzionamento del programma nella mia testa e capire che tipo di codice devo realizzare. E poi, quando mi metto a scriverlo davvero, funziona”.

Qualcuno, in maniera più ironica aggiunge:

“Programmate fatti, debuggate sobri, scrivete la documentazione da ubriachi. L’erba può rendere assolutamente produttivi, a patto che si abbia un obbiettivo. Senza questo elemento, sotto l’effetto è difficile programmare mantenendo un focus. Ma se devo realizzare codice per calcoli complessi, mi accorgo di riuscire a individuare metodi per farlo in maniera più veloce ed efficiente”.

 

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