La marijuana aiuta gli scienziati

12 novembre 2012 17:340 commenti

Marijuana si o Marijuana no? Ormai è un quesito di natura amletica, che entra di diritto anche nelle discussioni di natura scientifica. La domanda è: fumare Marijuana aiuta i programmatori a sviluppare le applicazioni? 

Quelle che gli ingegneri sviluppano quotidianamente sono fatte di dati, numeri, codici, parametri e istituzioni. Ognuno di questi elementi deve incastrarsi alla perfezione così che il programma funzioni e non si interrompa per un imprevisto. Per lavorarci occorre essere concentrati lucidi.

Ebbene, l’uso di sostanze psicotrope può portare dei vantaggi agli sviluppatori di applicazioni.

Qualcuno dice no, ma la quantità dei pareri positivi è superiore. Un programmatore scrive:

“La Marijuana mi aiuta quando devo cercare approcci differenti per risolvere problemi complessi. Utilizzare la sostanza mi permette di analizzare più profondamente le circostanze, e avere più elementi per arrivare ad una soluzione quando l’effetto finisce”.

Altri gli fanno eco:

“Con la marijuana riesco a vedere tutto più chiaro quando mi capita di avere il ‘blocco del programmatore’, simile a quello che tormenta gli scrittori. Riesco a visualizzare il funzionamento del programma nella mia testa e capire che tipo di codice devo realizzare. E poi, quando mi metto a scriverlo davvero, funziona”.

Qualcuno, in maniera più ironica aggiunge:

“Programmate fatti, debuggate sobri, scrivete la documentazione da ubriachi. L’erba può rendere assolutamente produttivi, a patto che si abbia un obbiettivo. Senza questo elemento, sotto l’effetto è difficile programmare mantenendo un focus. Ma se devo realizzare codice per calcoli complessi, mi accorgo di riuscire a individuare metodi per farlo in maniera più veloce ed efficiente”.

 

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