L’elevata richiesta di cipolle fa crashare Groupon indiano

11 settembre 2013 10:510 commenti

RICETTE CIPOLLE

Le cipolle svendute a prezzi bassisimi sono la causa del crashdown per traffico eccessivo del sito Groupon in India, un paese che fa sul serio quando si parla di aromi e sapori forti. Per gli indiani le cipolle sono fondamentali per la buona riuscita di un piatto. Gli indiani considerano questo un cibo indispensabile nel paniere delle spese familiari. India e cipolle, per certi versi, sono bonariamente sinonimi.

Il disastro informatico in cui è caduto Groupon è stato provocato da un’apparente latenza di cipolle in cui è caduto il mercato ortofrutticolo indiano: da qualche tempo i prezzi si sono alzati e ora si aggirano intorno a una cifra pari a 100 rupie per chilogrammo, pari a circa €1.17/Kg.


Groupon funziona a offerte limitate nel tempo o nel numero, da ritirare poi presso l’esercizio commerciale che ha partecipato all’offerta. In questo caso la convenienza era sostanziale, anzi, mostruosa: il network pubblicizzava cipolle a 9 rupie al chilo, che per noi sarebbero circa 10 centesimi di euro.

Il passaparola è stato letteralmente fulmineo e Groupon ha venduto 3 tonnellate di cipolle in 44 minuti. Alla fine dell’offerta, una volta peraltro terminate le cipolle, il quantitativo di bulbi venduti è arrivato a 8 tonnellate totali.

Le cipolle sarebbero finite anche prima, se il sito non fosse letteralmente caduto per ore sotto ad una piena di utenti disperati. Da un certo punto di vista si può ritenere davvero umiliante per un servizio di shopping online cedere di fronte ad un motivo tanto banale. Purtroppo, però, sulle cause di questa debacle c’è poco da scherzare.






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